Allerta caldo per le fasce più a rischio. Protocollo della Regione Veneto per la prevenzione

“E’ arrivato Caronte ed ha portato con se l’estate più calda degli ultimi 136 anni. Sono questi i giorni in cui diventa vitale il “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” approvato già in aprile dalla Giunta regionale”. Ad evidenziarlo è il Presidente dell’Associazione Nazionale Artigiani Pensionati ANAP di Confartigianato Polesine, Dino Sette, consapevole che l’arrivo del caldo costituisce un problema per la salute degli anziani e di molti cittadini portatori di patologie a rischio.
Il documento detta norme per la prevenzione delle patologie da elevate temperature climatiche nella popolazione della nostra regione, in particolare per quella anziana, ma interessati sono anche i bambini al di sotto dei 4 anni e chi soffre di patologie croniche invalidanti.
Il protocollo operativo contempla il coinvolgimento di diversi Enti e strutture, quali i Distretti e i Medici di medicina generale, i servizi sociali, i servizi ospedalieri e le amministrazioni comunali.
In tutto questo un ruolo fondamentale spetta all’ARPAV che dal 1° giugno al 15 settembre 2015 diffonderà quotidianamente un bollettino previsionale (inviandolo a mezzo e-mail ai referenti istituzionali e operativi), formulando quindi una previsione sul disagio fisico e sulla qualità dell’aria (con particolare riferimento ai livelli di ozono). Quando il bollettino indica –come sta accadendo in questi giorni- il superamento della soglia di rischio, scatta l’allarme, a cura della Sala operativa regionale della Protezione Civile, e la relativa attivazione a cascata di una serie di servizi ospedalieri e territoriali (Suem 118, Pronto soccorso, e distretti sanitari) in grado di rispondere celermente alle necessità di assistenza e alle indicazioni delle direzioni generali di riferimento, sia della Regione che delle singole Ullss.
“E importante ricordate a tutte le persone che ne abbiano bisogno in questi giorni –conclude Sette- che gli interventi che Aziende sanitarie e amministrazioni comunali devono assicurare durante la fase di emergenza sono: interventi di assistenza domiciliare, frequenza ai Centri Diurni, accoglienza nei servizi residenziali.

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