ACCISE E DDL BILANCIO: “COSI’ SI STRANGOLA L’AUTOTRASPORTO VENETO”. CONFARTIGIANATO: “CORREGGERE L’ARTICOLO 26 SUBITO”

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Tra i crediti non più compensabili dal 1° luglio 2026 rientra infatti il rimborso delle accise sul gasolio professionale.  Varotto: “con l’aumento delle accise aumenteranno i costi aziendali e dunque anche i costi di trasporto. L’Italia paga le accise più
ACCISE E DDL BILANCIO: “COSI’ SI STRANGOLA L’AUTOTRASPORTO VENETO”. CONFARTIGIANATO: “CORREGGERE L’ARTICOLO 26 SUBITO”

ACCISE E DDL BILANCIO: “COSI’ SI STRANGOLA L’AUTOTRASPORTO VENETO”. CONFARTIGIANATO: “CORREGGERE L’ARTICOLO 26 SUBITO”

Tra i crediti non più compensabili dal 1° luglio 2026 rientra infatti il rimborso delle accise sul gasolio professionale.  Varotto: “con l’aumento delle accise aumenteranno i costi aziendali e dunque anche i costi di trasporto. L’Italia paga le accise più alte d’Europa”.

Confartigianato Trasporti Veneto rilancia l’allarme lanciato dalle federazioni nazionali di Confartigianato Trasporti e CNA Fita sull’articolo 26 del Ddl Bilancio 2026, che blocca la compensazione dei crediti d’imposta e colpisce duramente il settore dell’autotrasporto merci per conto terzi.

Un provvedimento che, se confermato, avrà ricadute pesantissime anche in Veneto, dove operano oltre 4000 micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci, spesso a carattere familiare, che rappresentano l’ossatura logistica della manifattura regionale.

Tra i crediti non più compensabili dal 1° luglio 2026 rientra infatti il rimborso delle accise sul gasolio professionale. La misura bloccherebbe la compensazione di quasi 1,8 miliardi di euro a livello nazionale.

Numeri che, tradotti sul tessuto veneto, rischiano di generare una vera emergenza finanziaria. Un esempio concreto: una società di persone che utilizza tre mezzi con un consumo medio annuo di circa 88.000 litri, ha diritto ad un rimborso pari a 0,229/lt, i conti sono presto fatti   Il rischio concreto è che migliaia di imprese venete debbano versare immediatamente i contributi previdenziali e assistenziali, attendendo poi tempi lunghi per ottenere il rimborso del credito delle accise. Un meccanismo che “capovolge” la logica del credito d’imposta e che, di fatto, mette in sofferenza le imprese più piccole – quelle che trainano la logistica dei distretti.

La misura, così com’è, non colpisce i frodatori, ma scarica la carenza di cassa e la complessità dei controlli sulle imprese oneste che vantano un credito certo e previsto dalla legge – così Michele Varotto, Presidente regionale di Confartigianato Trasporti -  Confartigianato Veneto chiede che l’articolo 26 venga abrogato o che venga introdotta una deroga specifica per il credito maturato sull’uso del gasolio professionale, escludendolo dal divieto di compensazione”.

Confartigianato Imprese Veneto si oppone ,ancora,  all'aumento delle accise sul gasolio previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che scatterà dal 1° gennaio 2026 con un incremento di 4 centesimi al litro. L'aumento aggraverà i costi di gestione per circa 4,2 milioni di veicoli commerciali, mettendo a rischio la competitività delle imprese artigiane.

“Le categorie sotto le 7,5 tonnellate (4, 2milioni di veicoli a livello nazionale) che non hanno diritto al rimborso delle accise hanno un ulteriore balzello di aumento di costi non rimborsato ( da aumento 4,5 cent euro/litro a partire dal 1 Gennaio 2026 sul gasolio) – aggiunge Varotto – che ricorda come le accise in Italia siano le più alte d’Europa (25% in più della media europea). Tra gli aumenti che colpiscono le aziende ci sono anche le assicurazioni che nell’ultimo biennio sono aumentate dal 10% al 30% , un balzello che  - ipotizza Varotto – è causato dalla richiesta di aumento Irap dello Stato alle agenzie”.

“In Veneto il 98% delle imprese dell’autotrasporto sono microaziende con uno o due mezzi – conclude Varotto - non stiamo parlando di grandi flotte, ma di famiglie che tengono in piedi la logistica dei nostri distretti. Bloccare la compensazione del credito sulle accise significa togliere ossigeno a chi lavora onestamente e in maniera regolare. Una misura del genere rischia di mandare in crisi centinaia di imprenditori, proprio mentre i costi di carburante, manutenzioni e assicurazioni continuano a crescere. Chiediamo con forza che il Parlamento intervenga subito: quello sul gasolio professionale non è un credito di favore, ma un riconoscimento stabilito per legge. Escluderlo dalla compensazione vorrebbe dire penalizzare ingiustamente un intero settore che garantisce ogni giorno rifornimenti, consegne e mobilità alle aziende venete.”