PARITA’ SALARIALE, DAL 7 GIUGNO NUOVE REGOLE. DONNE ANCORA PENALIZZATE DEL 25,7%. CONFARTIGIANATO APRE IL CONFRONTO IN VENETO

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L'occupazione femminile in Veneto è cresciuta del 19,3% in vent'anni, ma resta il gap occupazionale. Sul fronte dei salari a parità di giornata lavorativa le donne percepiscono mediamente 82,63 euro contro i 111,25 euro degli uomini. Bonsi (Movimento donn
PARITA’ SALARIALE, DAL 7 GIUGNO NUOVE REGOLE. DONNE ANCORA PENALIZZATE DEL 25,7%. CONFARTIGIANATO APRE IL CONFRONTO IN VENETO

PARITA’ SALARIALE, DAL 7 GIUGNO NUOVE REGOLE. DONNE ANCORA PENALIZZATE DEL 25,7%. CONFARTIGIANATO APRE IL CONFRONTO IN VENETO

L'occupazione femminile in Veneto è cresciuta del 19,3% in vent'anni, ma resta il gap occupazionale. Sul fronte dei salari a parità di giornata lavorativa le donne percepiscono mediamente 82,63 euro contro i 111,25 euro degli uomini. Bonsi (Movimento donne Impresa): la normativa europea affronta un problema storico, cioè la mancanza di informazioni: molte lavoratrici non sanno se sono retribuite meno di colleghi che svolgono mansioni equivalenti.

Dal 7 giugno entra in vigore il decreto legislativo 7 maggio 2026 n. 96 che recepisce la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Se il tema della parità salariale è al centro del dibattito europeo, in Italia la sfida è ancora più ampia – chiarisce Confartigianato Imprese Veneto – perché il nostro Paese continua a registrare uno dei più bassi tassi di occupazione femminile dell'Unione europea e il più elevato divario occupazionale tra uomini e donne. I numeri dimostrano che le donne venete stanno contribuendo in misura crescente alla crescita economica regionale. Tra il 2004 e il 2023 l'occupazione femminile in Veneto è aumentata del 19,3%, raggiungendo il massimo storico di 974 mila occupate.  Tuttavia il percorso verso una piena parità resta incompiuto.

Nel 2024 il tasso di occupazione femminile in Veneto si è attestato al 62,3%, quasi 16 punti in meno rispetto al 78% registrato dagli uomini. Tasso di occupazione che in Italia scenda al 53,3%, contro il 71,1% degli uomini, mentre il tasso di inattività raggiunge il 42,4%, coinvolgendo quasi una donna su due.

Il paradosso emerge guardando ai livelli di istruzione. Secondo le elaborazioni presentate dalla Fondazione Giacomo Brodolini per Confartigianato Imprese Veneto, le donne oggi conseguono titoli di studio in misura superiore rispetto agli uomini: rappresentano il 57,8% dei laureati complessivi, il 59,4% dei laureati triennali e il 69,4% dei laureati magistrali a ciclo unico. Inoltre, completano più frequentemente gli studi nei tempi previsti (60,9% contro 55,4%) e con votazioni mediamente più elevate. Nonostante questo, l'Italia continua a occupare l'ultima posizione in Europa per partecipazione femminile al lavoro.

“Per questo la trasparenza retributiva rappresenta un passo importante, ma non sufficiente: occorre creare le condizioni affinché più donne possano lavorare” – così Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – perché oggi parlare di parità significa parlare di sviluppo economico. In una fase in cui le imprese faticano a trovare personale qualificato – continua Boschetto -  il talento femminile rappresenta una risorsa strategica che il Paese non può permettersi di sottoutilizzare, ma servono anche politiche che sostengano la partecipazione femminile al lavoro, l'imprenditoria e la conciliazione”

Da queste premesse nasce l'iniziativa promossa dal Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Veneto, in programma l'8 giugno a Rovigo presso Palazzo Roncale che muoverà  a partire da questi dati: il part-time involontario interessa il 13,7% delle donne contro il 4,6% degli uomini e nel settore privato la retribuzione media giornaliera femminile risulta inferiore del 25,7% rispetto a quella maschile ( fonte Rendiconto di genere INPS 2024: nel settore privato la retribuzione giornaliera media lorda delle donne è 82,63 euro contro 111,25 euro al giorno).

"Le donne oggi arrivano sul mercato del lavoro con competenze e qualificazioni sempre più elevate. I dati ci dicono che studiano di più, si laureano di più e con risultati migliori rispetto agli uomini – aggiunge Veronica Bonsi, Presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Veneto -  eppure continuano a incontrare ostacoli nell'accesso al lavoro, nelle opportunità di carriera e nella valorizzazione economica delle proprie competenze. È qui che la trasparenza retributiva può fare la differenza: la direttiva europea ha un pregio fondamentale – conclude Bonsi -  affronta un problema storico, cioè la mancanza di informazioni. Molte lavoratrici non sanno se sono retribuite meno di colleghi che svolgono mansioni equivalenti. Con le nuove regole diventa più difficile nascondere differenze ingiustificate”.

Sul fronte delle donne che fanno impresa, in Veneto sono 93.669 le imprese femminili registrate, pari al 20,6% del totale delle imprese attive. Un numero elevato ma che in rapporto all’universo totale delle imprese si posiziona sotto la media nazionale (22%). Al contempo a fine 2025 le donne che ricoprono cariche imprenditoriali nelle imprese artigiane in Veneto risultano essere 34.966. A livello regionale, è la Lombardia ad avere il maggior numero di imprenditrici (63.455) in diminuzione di -1,2% rispetto al 2025. Seguono a distanza Veneto ed Emilia Romagna. Complessivamente, in Italia, il numero di imprenditrici artigiane è diminuito di -1,2% rispetto al 2024. Un’ultima considerazione,  in Veneto, in 10 anni (erano 37.308 nel 2016) le donne con cariche nell’artigianato hanno riportato cali relativamente meno sostenuti rispetto alla componente maschile; nell’ultimo triennio, però,  le contrazioni sono state più accentuate rispetto al passato.