Accordo Ue sui motori Euro 7 Varotto (Confartigianato Trasporti del Veneto): “la stretta solo sui camion non risolve il problema. Per i TIR attualmente non ci sono alternative al motore endotermico, guardiamo ai biocarburanti”

Accordo Ue sui motori Euro 7  Varotto (Confartigianato Trasporti del Veneto): “la stretta solo sui camion non risolve il problema. Per i TIR attualmente non ci sono alternative al motore endotermico, guardiamo ai biocarburanti”

“L’accordo politico sui nuovi standard di emissione Euro 7 per ridurre le emissioni inquinanti e fissare requisiti di durata delle batterie per autovetture, furgoni, autobus e camion, raggiunto nei giorni scorsi tra Parlamento e Consiglio Ue? Per certi versi un compromesso un po’ ammorbidito rispetto alle premesse, a tutela della filiera automotive che non possiamo che condividere. Si mantengono ad esempio le attuali condizioni di test Euro 6 e i limiti sulle emissioni di scarico per le autovetture e i furgoni ma, per i nostri TIR, sembra portare all’introduzione di norme più rigorose in materia di emissioni, intervenendo sui limiti dei gas di scarico (come ossidi di azoto, particolato, monossido di carbonio e ammoniaca), sulle emissioni di pneumatici e freni e sulla durata delle batterie”. A dichiararlo Michele Varotto Presidente regionale veneto di Confartigianato Trasporti che aggiunge “autotrasporto, politica, produttori, fornitori di energia, tutti sono concordi sulla necessità di una transizione ecologica ma siamo altrettanto consapevoli che si deve intervenire in modo giusto, pragmatico e non ideologico. L’attuale generazione di biocombustibili ad esempio offre già oggi un’ampia gamma di prodotti a basse emissioni, che possono essere validi strumenti per traghettare gradualmente il trasporto pesante verso la neutralità climatica e offrire un’alternativa percorribile alla elettrificazione del settore che, almeno per ora, non è possibile. E dato che, in Veneto, la bioraffineria di Porto Marghera è il primo esempio di riconversione, potrebbe essere proprio questo nel prossimo futuro un hub importante per uno sviluppo di una logistica green per tutto il Veneto. Dato che l’autotrasporto artigiano opera in un raggio medio di 200-300 km, se tutto il parco veicolare che utilizza motori diesel lo facesse utilizzando biocombustibili, sicuramente ci troveremmo con uno scenario completamente diverso da quello attuale sotto il profilo delle emissioni di CO2 e il Veneto potrebbe essere una piattaforma logistica più sostenibile. L’invito quindi che rivolgiamo al decisore politico e alla Regione è quello di non demonizzare il motore endotermico e che si inizi a guardare al mondo dell’autotrasporto merci in ottica sistemica, supportando maggiormente con incentivi e premialità le imprese che investono nel rinnovo del proprio parco macchine e nei biocarburanti”.

I dati sul parco circolante trasporto merci alimentati a gasolio in Veneto (Fonte ACI) dicono che 3 camion su 10 sono già Euro 6 e altrettanti Euro 5 e 4. In tutto 210 mila automezzi su 348 mila.

“Nonostante la CO2 sia esclusa dai parametri di intervento del Regolamento in questione -prosegue Varotto-, riteniamo che troppo spesso il dibattito pubblico si concentri sulla responsabilità del trasporto pesante in materia di emissioni climalteranti. Pur rappresentando solo una parte di tutti i veicoli circolanti, i camion e gli autobus sono infatti ritenuti i responsabili di circa la metà delle emissioni di ossidi di azoto e di un quarto delle emissioni di anidride carbonica prodotte”. “Siamo consci -conclude - della difficoltà di procedere nella decarbonizzazione di questo settore che rappresenta per il nostro Paese la principale modalità di trasporto delle merci. Ma, in Veneto, le 7.922 imprese con 39.182 addetti, di cui 4.901 aziende artigiane – spingono l’acceleratore sulla transizione green, con un aumento del 16,7% delle immatricolazioni di veicoli industriali tra gennaio e novembre 2023 e un valore di 37,5 milioni di euro spesi dalle piccole imprese di autotrasporto per l’acquisto di automezzi. Che nella maggior parte dei casi sono Diesel di ultima generazione. Basti pensare che il fondo ministeriale per ottenere incentivi per la sostituzione del veicolo con un mezzo a diesel durante il click day si è svuotato in soli 5 secondi! Infatti per effettuare questi investimenti, il 72,2% degli imprenditori deve ricorrere a risorse proprie”.