ALIMENTARE E BEVANDE: PRODUZIONE + 1,9%, EXPORT +5,5%, OCCUPATI +2,4%. CORSA CONTRO IL TEMPO PER ANTICIPARE I DAZI
Il settore del food conta 64.365 imprese artigiane con 249mila addetti. Il Veneto Cristiano Gaggion guida gli alimentaristi italiani di Confartigianato.
Boschetto: “chi lavora con le mani e con la testa non può essere trattato come una pedina negli scacchi del commercio mondiale”.
Dazi, è partita la corsa contro il tempo per fare scorte di alimentari e bevande. Se il calo della produzione manifatturiera non accenna a fermarsi, il settore alimentare e bevande si conferma il comparto in continua crescita. Il dinamismo della domanda estera sostiene la produzione, mentre sul mercato interno si diffonde l’acquisto di prodotti di qualità e a chilometro zero. Nel settore crescono sia le esportazioni che l’occupazione.
Sono 200mila le imprese di micro e piccola dimensione della filiera, pari al 97,6% delle imprese dell’intera filiera, mentre solo il 2,4% sono imprese medio grandi. In Veneto le imprese artigiane del settore sono 6.000. Lo zoccolo duro è rappresentato da pasticceri, panificatori, caseari. Occupano quasi 28.500 addetti.
La filiera agroalimentare è la terza in Italia, dopo le filiere di edilizia e del turismo e tempo libero, per peso delle micro e piccole imprese. Genera 130,9 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 17,2% del valore aggiunto del totale delle imprese.
Nel 2024 l’occupazione nel settore di alimentare e bevande sale del 2,4% su base annua, facendo meglio del +0,4 % della media Ue del settore e del +1,4% dell’occupazione totale in Italia.
Nel primo trimestre 2025, mentre la produzione manifatturiera segna un calo del 3,1% su base annua - si tratta del decimo trimestre consecutivo con il segno negativo - la produzione nel settore alimentare e bevande in Italia sale dell’1,9%, facendo meglio del +1,5% della Germania, dello 0,3% della Spagna e della crescita zero della Francia. Si conferma il trend del 2024, che ha visto la produzione di alimentare crescere del 2,1%, del 4.4% solo in Veneto, e del 13,3 % in due anni, contrariamente al -4,1% di export Veneto per il settore manifatturiero.
Le esportazioni di prodotti alimentari e bevande nel primo trimestre 2025 crescono del +5,5%, confermando la crescita dell’8,8% del 2024. In Veneto, terza regione per vocazione all’esportazione di alimentare e bevande dopo Piemonte ed Emilia Romagna, l’export di prodotti alimentari (alimentari+ bevande) vale a fine 2024 8,8 miliardi di euro.
Export Usa. Le bevande in Veneto rappresentano circa il 10% delle esportazioni made in Veneto dirette negli USA (708 milioni di euro) e nel corso del 2024 hanno segnato un +15,5% rispetto al 2023. Per i prodotti alimentari nel 2024 l’export è cresciuto del 17, 3%, per un valore pari a quasi 216 milioni di euro.
L'impatto dei dazi sull’import statunitense potrebbe invertire il trend positivo delle esportazioni di alimentare e bevande negli Stati Uniti.
“È una risposta prevedibile, ma preoccupante, all’incertezza che aleggia sui dazi in trattativa fino al 9 luglio. A oggi l’export dei nostri prodotti artigiani, anche in Veneto, continua a registrare performance positive, ma la tensione sui mercati si avverte, i buyer accelerano gli ordini per “mettere in cantina” le eccellenze italiane. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, il settore del food conta 64.365 imprese artigiane con 249mila addetti. La loro capacità di unire qualità, tradizione, sostenibilità e innovazione è la chiave del successo del food made in Italy nel mondo”. Così il veneto Cristiano Gaggion, Presidente della Federazione alimentaristi di Confartigianato Nazionale, commenta il clima di allerta che si respira tra le imprese del food & beverage artigiano della regione.
«Parliamo di una filiera strategica, fatta di piccoli produttori che vivono sul giusto equilibrio tra qualità, prezzo e competitività. Giocare con il commercio internazionale in nome di logiche geopolitiche rischia di penalizzare proprio chi tiene alto il nome del Made in Italy nel mondo. Non possiamo permetterci barriere che colpiscano in modo indiscriminato, soprattutto in un momento in cui l’artigianato sta faticosamente riconquistando spazi nei mercati esteri. Così il Presidente di Confartigianato imprese Veneto Roberto Boschetto che aggiunge “le imprese artigiane non hanno il tempo di rincorrere l’incertezza, i mercati si conquistano con pazienza, ma si perdono in un attimo. Chi lavora con le mani e con la testa non può essere trattato come una pedina negli scacchi del commercio mondiale”.