Arera prevede per il prossimo trimestre aumenti per le bollette della luce (10percento) e gas (9percento)

Sottotitolo
Boschetto: “Una tragedia per le nostre imprese che hanno già subito un caro-bollette da 4 miliardi solo in Veneto. Il nostro sforzo per accompagnare le MPI verso l’autoconsumo, sia individuale che collettivo (comunità energetiche)”
Arera prevede per il prossimo trimestre aumenti per le bollette della luce (10percento) e gas (9percento)

"L’energia torna a riservare brutte soprese alle piccole e medie imprese Venete e sarà un vero disastro! Ad affermarlo Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto commentando le recenti anticipazioni del presidente dell’Autorità per l’Energia (Arera), Stefano Besseghini, che, nel corso dell'Italian Energy Summit del Sole24Ore, ha confermato che le prossime bollette della luce e gas saranno più pesanti per gli italiani. La stima parla del +10%, o poco meno per l’energia e, ai primi di ottobre, un aggiornamento delle tariffe del gas (forse un +9%).

“Sono aumenti importanti, insostenibili -sottolinea Boschetto-. Lo scorso anno il caro-energia è costato alle piccole imprese venete oltre 4 miliardi di euro pari ad un maggior onere del 47,5% rispetto ai prezzi della media dell'eurozona. E, attualmente, nel nostro Paese, i prezzi al consumo di elettricità rimangono superiori del 90% rispetto a quelli del 2019, a fronte del +42,4% registrato nei Paesi Ue. Un impatto senza precedenti sulle piccole attività -prosegue- che rischia di ingigantirsi ulteriormente se non si interverrà. Capiamo bene come nessuno abbia la bacchetta magica ma il tema energia deve diventare la priorità per Governo: da tempo attendiamo, per esempio, la riforma della tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e che penalizza con maggiori oneri proprio le piccole imprese che consumano meno, in barba al principio “chi inquina paga”.

Il report di Confartigianato esamina l'impatto del costo delle bollette sulle pmi e mette in evidenza anche la reazione delle aziende messa in atto con strategie diverse: spicca la riduzione dei margini di profitto - attuata dal 47,8% delle imprese - accompagnata dalla ricerca di nuove forme di approvvigionamento energetico green. In particolare, il 22,2% delle piccole imprese manifatturiere ha rinegoziato i contratti o cambiato il fornitore (la quota sale al 37,9% per le imprese dei servizi), il 13,2% ha puntato su maggiore efficienza energetica degli impianti e il 17,1% sul consumo di elettricità autoprodotta (percentuale che aumenta al 34,1% per le aziende dei servizi). Inoltre, il 42,5% delle imprese dei servizi ha adottato strategie per il risparmio energetico della propria attività.

“Stiamo supportando i nostri soci -afferma il Presidente- verso il consumare meglio per spendere meno. E, va in questa direzione il ruolo dei consorzi energia di Confartigianato a partire dal nostro Caem sino al Cenpi e Multienergia, attivi da 20 anni. Nel 2022 hanno favorito l'acquisto di elettricità e gas al miglior prezzo sul mercato per 49.627 clienti tra imprese e famiglie, distribuiti in 88mila punti di fornitura.

“Ora –conclude Boschetto- bisogna cavalcare la transizione green: la sfida che attende i nostri consorzi energia per rispondere alle esigenze delle imprese è, da un lato, la lotta contro il caro-bollette e, dall'altro, l'utilizzo efficiente della risorsa energetica. All'orizzonte del nostro impegno al fianco degli imprenditori ci sono, ad esempio, le modalità di autoconsumo, sia individuale, ossia realizzato dalla singola impresa, che collettivo, e la gestione delle comunità energetiche rinnovabili per affrancarci sempre di più dalle fonti di energia tradizionali e dalle loro oscillazioni di prezzo che schiacciano la competitività delle nostre imprese"