Nel 2023 la crescita annua delle imprese artigiane digitali in Veneto è stata del 6,6%. Una performance straordinaria che doppia il risultato già straordinario dell’Italia +3,3%. La nostra regione si posiziona al TOP in un andamento che risulta il migliore degli ultimi dieci anni: bisogna tornare al 2012 per trovare uno spunto migliore (+3,6%).
Tra le maggiori regioni – con almeno 500 imprese artigiane digitali – dietro al Veneto il più marcato dinamismo dell’artigianato digitale si registra in Lazio con 5,9%, Sardegna con 5,7%, Piemonte con 4,0%, Emilia-Romagna con 3,4% e Lombardia con 3,3%.
Il crescente flusso degli investimenti delle imprese ha sostenuto l’intensificazione dei processi di digitalizzazione, generando una domanda di servizi che ha stimolato l’offerta nei settori dei servizi digitali, uno stimolo che ha interessato le imprese artigiane, creando valore aggiunto e alimentando la crescita del PIL.
“L’innovazione tecnologica – sottolinea il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto – serve ad esaltare il patrimonio di eccellenza e di competenze delle nostre aziende. Artigiani e piccoli imprenditori sono capaci di coniugare le tecnologie digitali con la creatività e il ‘saper fare’, la tradizione, il gusto, il fatto su misura, vale a dire le caratteristiche che da sempre fanno grandi nel mondo i prodotti delle imprese italiane a valore artigiano. Proprio per questo è necessario sostenere questa loro propensione con il pieno coinvolgimento e la facile accessibilità alle misure alle misure previste per realizzare le transizioni digitali e green”.
“Nel 2022, sempre in Veneto -ricorda Boschetto-, il 66% delle micro e piccole imprese è già ‘greentoso’ ed ha investito in almeno uno dei tre ambiti della transizione digitale: tecnologie digitali, modello organizzativo aziendale e sviluppo di nuovi modelli di business. Questi loro sforzi devono però essere accompagnati da politiche di sostenibilità che siano in grado di dare risposte al “qui ed ora” ma anche al “domani e dopodomani”. Le due transizioni (energetica e digitale) sono complementari l’una all’altra. Abbiamo bisogno di connettività e reti veloci ed efficienti. E’ fondamentale che la nostra regione prosegua nel rafforzamento in queste infrastrutture (telecomunicazioni e banda ultra larga) che sono le “gambe” su cui può camminare la diffusione della tecnologia orientata alla domotica ed alla gestione delle apparecchiature tecnologiche come: software, gestionali, cloud, marketplace, realtà aumentata, piattaforme per l’efficientamento di processi e servizi innovativi”.
“Usare energia pulita va bene ma non basta e non è l’unica via -prosegue-. Comunità energetiche, autoconsumo, fotovoltaico sono strumenti importanti ma devono essere accompagnati -anzi anticipati- da processi di efficientamento energetico dei processi, di macchinari, di edifici, di monitoraggio e gestione efficace dei consumi. Le imprese devono iniziare ad indagare in modo scientifico i loro prodotti e i loro processi di produzione per generare nuovo valore, mettendo sul mercato qualcosa di innovativo, gli artigiani sono i numeri uno in questo: non necessariamente solo a basse emissioni ma magari in grado di catturarle, infiltrandosi in filiere carbon neutral, alla ricerca di materiali sostenibili, efficientando i propri processi energetici e di governance, investendo in giovani qualificati. Inoltre -conclude Boschetto-, bisogna ridurre al minimo la burocrazia: diamoci regole e strumenti per fare bene e in fretta”.
A fronte della crescita della qualità e offerta di servizi per famiglie e imprese è salito anche il numero di imprese che offrono servizi digitali, con un marcato dinamismo anche nell’artigianato.
Negli ultimi cinque anni (terzo trimestre 2018-terzo trimestre 2023) le imprese artigiane venete dei Servizi di informazione e comunicazione sono salite del 19,5% (da 1.209 a 1.445), in controtendenza rispetto al calo delle imprese artigiane totali (-4,7%).