Audizione in 4a Commissione consiliare sul commercio di prodotti contraffatti nella nostra regione

Sottotitolo
Boschetto: “Contraffazione, lavoro nero e abusivismo. Tre aspetti dello stesso fenomeno che danneggiano 101 mila imprese artigiane venete, “costano” oltre 16 miliardi di euro di elusione e decine di migliaia di posti di lavoro”
Audizione in 4a Commissione consiliare sul commercio di prodotti contraffatti nella nostra regione

“Contraffazione, lavoro nero e abusivismo? Sono tre aspetti dello stesso fenomeno che danneggiano oltre 100 mila imprese artigiane venete, “costano” oltre 16 miliardi di euro di elusione e decine di migliaia di posti di lavoro. Come Confartigianato Imprese Veneto li contrastiamo da sempre con forza e determinazione con vari strumenti dato che sono realtà molto diverse”. Lo ha affermato il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto oggi in audizione in 4° Commissione Consiliare sul commercio di prodotti contraffatti nella nostra regione.

“Cosa proponiamo? -ha proseguito- In tema di contraffazione di continuare con il rafforzamento delle istituzioni preposte ai controlli ma soprattutto investendo in una capillare informazione al consumatore che deve riguardare in particolare i più giovani. A tal proposito abbiamo ricordato il grandissimo risultato ottenuto -ben 10 anni fa, era il 2013- con lo spettacolo teatrale “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, nato in Confartigianato Imprese Veneto e realizzato in collaborazione con il Tavolo Veneto della Moda ed un importante finanziamento della Regione Veneto. Progetto ancora in essere, oltre 220 le repliche (moltissime nelle scuole) e che il 23 ottobre prossimo aprirà la 2° Giornata nazionale anti-contraffazione organizzata dal MIMIT (Ministero delle imprese e del Made in Italy) all’Auditorium guardia di Finanza di Ostia. Giornata contro la contraffazione che lo spettacolo ha contribuito ad istituire”.

“Contro l’abusivismo ed il lavoro nero -ha affermato il Presidente- abbiamo chiesto “tolleranza zero” per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori. Anche in questa battaglia ci devono essere i cittadini. Lo scorso anno Confartigianato ha lanciato la campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva”.

“Infine -ha concluso- rispetto alla piaga dei laboratori clandestini, in particolare cinesi, della moda e occhialeria (e non solo) abbiamo proposto alla Regione sia di estendere la “buona pratica” (adottata a Prato) di applicazione dell'articolo 603 bis del codice penale introdotto nell’ottobre 2016 con la legge 199, che ha riscritto il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, ampliando la tutela delle vittime e migliorando la qualità degli strumenti repressivi a disposizione dell’autorità giudiziaria che di sostenere per quanto di sua competenza un progetto di riforma dei reati in materia di lavoro nero e contraffazione nel sistema moda”.

 

I fenomeni in Veneto

Secondo una recente ricerca condotta dal Censis, l’acquisto di merce falsa è e rimane un fenomeno di massa, che coinvolge circa un quarto delle famiglie italiane: il 25,6% degli intervistati, infatti, ha ammesso che lui stesso o un componente della sua famiglia hanno comprato almeno una volta merce falsa. Il 62,9% di quelli che hanno acquistato fake dichiarano di essere stati ingannati e di aver effettuato un acquisto incauto, convinti di comprare un prodotto originale.

Tra il 2008 e il 2021 l’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli di Stato e la Guardia di Finanza hanno effettuato 208 mila sequestri, con circa 617 milioni di pezzi sequestrati dal valore economico stimato di oltre 5,9 miliardi di euro. Nella nostra Regione, nel medesimo arco temporale sono stati effettuati 8.308 sequestri, per un totale di 28.245.171 pezzi del valore economico stimato di oltre 263 milioni di euro.

I settori più colpiti in Veneto sono: in primis il comparto della moda (abbigliamento, calzature, accessori, orologi, gioielli e occhiali), con il 72,4% dei sequestri effettuati. Il variegato “altre merci” rappresenta quasi il 24,2% dei sequestri nella nostra Regione e comprende materiali destinati al packaging, ricambi auto e moto, minuteria e bigiotteria. Seguono gli apparecchi elettrici (8,3%), giocattoli (1%) e cosmetici (1%).

Abusivismo: Confartigianato ha recentemente stimato che ci sono 203 mila pericolosi ‘fantasmi’ si aggirano per il Veneto (3,2 milioni in Italia): sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che in Veneto ‘vale’ 15,6 miliardi di euro e rappresenta il 10,6% del valore aggiunto regionale (ben inferiore al 12,6% nazionale), in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato. Tra loro 60.800 è la stima degli indipendenti irregolari attivi in regione.

Il veneto è tra le aree più virtuose ma, purtroppo non basta. In regione ci sono infatti ben 55 mila 700 imprese che operano nei settori più colpiti dal fenomeno, che subiscono quotidianamente una concorrenza sleale. E’ irregolare il 9,9% dei soggetti che svolgono attività indipendente.

In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono le 54.567 imprese artigiane, soprattutto nei settori dell’edilizia (14.500), dell’acconciatura ed estetica (13.250), dell’impiantistica (12.496), dell’autoriparazione (5.730), della riparazione di beni personali e per la casa (1.241), del trasporto taxi e NCC (1.170), della cura del verde (2.803), della comunicazione (3.325), dei traslochi (52).

Un fenomeno a parte poi sono i laboratori clandestini, in particolare cinesi che, in Veneto, operano nei settori del tessile abbigliamento, calzature, e occhialeria. Si tratta di un vero e proprio crimine della produzione illegale e della contraffazione (due facce di una stessa medaglia), che, in confronto al traffico d’armi e di droga che sono tra i più redditizi, permette di guadagnare le stesse cifre (dalle stime contenute nella recente Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione della Camera dei Deputati, solo per l’Italia, la perdita di fatturato nel comparto dovuta alla contraffazione è di 4,5 miliardi di euro con una perdita di posti di lavoro sino a 50 mila unità (80 mila se si considera l’indotto), con un rischio però che spesso è riconducibile a semplici sanzioni amministrative.

A subire la concorrenza sleale 4.378 laboratori artigiani in Veneto e i loro 37 mila addetti.

L’impatto della concorrenza sleale e della contraffazione sulle imprese artigiane

In totale le imprese artigiane operanti nei settori maggiormente esposti a concorrenza sleale e contraffazione sono 101.601, circa l’83% del totale artigianato in Regione.