CASA GREEN: GRANDE POTENZIALE MA SERVE REALISMO

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Gli artigiani veneti chiedono realismo per rendere credibile la direttiva europea
CASA GREEN: GRANDE POTENZIALE MA SERVE REALISMO

Si è tenuto ad Ospedaletto di Pescantina, su iniziativa di Confartigianato Imprese Verona, l’incontro pubblico “La Casa del Futuro – Conseguenze della nuova Direttiva EPBD sul lavoro degli imprenditori”, per fare il punto sulla nuova normativa europea che punta alla neutralità climatica del patrimonio immobiliare entro il 2050.

La direttiva, recentemente approvata dal Parlamento europeo, mira a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, ma pone anche sfide complesse, soprattutto per le micro e piccole imprese artigiane del settore costruzioni e impianti.

 “La direttiva Ue ‘Case Green’ potrebbe rappresentare un’occasione per attivare in modo significativo la rivalutazione e riqualificazione immobiliare e per spingere il settore degli impianti e anche delle costruzioni – afferma Nadia Cugildi, Presidente di Confartigianato Impianti Verona –, ma tutto dovrebbe essere basato su fondamenta realistiche, perché altrimenti il rischio è che nessuno prenda sul serio, e soprattutto consideri credibile, la successione di obblighi che ci attenderanno da qui al 2050”.

Se il principio resta condivisibile, riqualificare gli edifici per un futuro più sostenibile, per la Categoria serve un approccio pragmatico: senza incentivi stabili, strumenti operativi semplici e una strategia a lungo termine condivisa, il rischio è che questa direttiva venga percepita come un’imposizione irrealizzabile piuttosto che come una spinta all’innovazione.

I NUMERI. In Veneto dai dati Istat relativi alle circa 2milioni e 400mila abitazioni per fascia d’età, emerge una notevole vetustà del patrimonio edificato rappresentato dal 51% da edifici costruiti tra il 1961 e il 1991. Quasi il 70% ha più di 40 anni. Edifici e alloggi energivori, realizzati prima dell’avvento della Legge 10/1991, vera prima norma sull’efficienza energetica.

 “C’è la necessità di ripensare profondamente il sistema degli incentivi nel settore dell’edilizia – aggiunge Renato Calderato, Presidente di Confartigianato Impianti Veneto –. Questi ultimi non devono gravare esclusivamente sulle bollette di famiglie e imprese e, men che meno, generare bolle speculative. Basta con gli interventi spot sottoposti a continui ripensamenti. L’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare può essere una grande opportunità per il Paese, ma non deve trasformarsi in vessazione per cittadini ed imprese”.

“Questo incontro, proposto e organizzato a Verona, fa da apripista ad percorso informativo che abbiamo intenzione di portare in tutta la regione – conclude Calderato –, perché rappresenta davvero un tema di assoluta rilevanza”.

“Il target di emissioni zero al 2050 – le parole del relatore, l’Ingegner Laurent Socal, consulente di Confartigianato Imprese Veneto – appaiono molto ambiziosi. Per raggiungerli le regole fiscali europee dovrebbero tenere conto degli interventi degli Stati per favorire l’efficienza energetica degli edifici, altrimenti un ciclo di politica fiscale restrittiva potrebbe compromettere il raggiungimento degli obiettivi europei in chiave green. Ma ancor di più appare necessario un intervento europeo: in sostanza, un sistema di incentivi stabili nel tempo è necessario per dare certezza alle famiglie e alle imprese”.

 Gli edifici sono responsabili di circa il 40 % del consumo energetico e di oltre la metà del consumo di gas dell’UE oltre ad emettere il 35 % dei gas a effetto serra legati all’energia.

“La direttiva EPBD si colloca all’interno del Green Deal europeo – ha continuato Socal – e dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni europee di gas ad effetto serra del 55% entro il 2030, al fine di rispettare l’accordo di Parigi del 2015 sul contrasto ai cambiamenti climatici. La realtà è che gli obiettivi temporali si stanno rivelando inapplicabili, anche perché se si parla di sostenibilità c’è anche e soprattutto quella economica. Distruggere l’economia o le famiglie, incapaci di poter investire migliaia e migliaia di euro per sistemare le loro abitazioni, non è sostenibile”.

 «Per gli artigiani il problema non è la direzione, ma il percorso – commenta il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto -  oggi non ci sono ancora fondamenta realistiche. Parliamo di interventi complessi, costosi, con tempistiche incerte e poca chiarezza sugli obblighi. Se non si costruisce credibilità, la direttiva rischia di restare lettera morta, serve una roadmap che dia certezze agli operatori e fiducia ai cittadini».

 La Direttiva “Casa Green” può essere una leva di rilancio per il sistema economico veneto, ma solo se sarà costruita, passo dopo passo, insieme a chi – come gli artigiani – opera ogni giorno sul campo, con competenze e senso pratico.