COMMERCIO, CONFARTIGIANATO VENETO:” BENE IL CONFRONTO MA SERVE COORDINAMENTO CON LA DISCIPLINA DELL’ARTIGIANATO”

Sottotitolo
Confartigianato Imprese Veneto esprime apprezzamento per il percorso di consultazione avviato dalla Regione Veneto sul disegno di legge che disciplina le attività di commercio, presentato oggi al tavolo regionale, e ringrazia l’Assessore per il metodo di
COMMERCIO, CONFARTIGIANATO VENETO:” BENE IL CONFRONTO MA SERVE COORDINAMENTO CON LA DISCIPLINA DELL’ARTIGIANATO”

COMMERCIO, CONFARTIGIANATO VENETO:” BENE IL CONFRONTO MA SERVE COORDINAMENTO CON LA DISCIPLINA DELL’ARTIGIANATO”

Confartigianato Imprese Veneto esprime apprezzamento per il percorso di consultazione avviato dalla Regione Veneto sul disegno di legge che disciplina le attività di commercio, presentato oggi al tavolo regionale, e ringrazia l’Assessore per il metodo di lavoro improntato al dialogo con le parti economiche.

Un confronto che Confartigianato considera particolarmente rilevante, poiché il provvedimento potrebbe avere un impatto diretto su almeno 25.000 imprese artigiane venete, attive in numerosi comparti che intrecciano produzione e vendita: dagli alimentaristi che producono e commercializzano i propri prodotti, agli acconciatori ed estetisti, dagli artigiani artistici ai settori del legno, della moda e degli accessori, fino ai trasporti, anche in relazione alle disposizioni sulle cisterne private e ai distributori di carburante.

Pur riconoscendo l’impianto complessivo della proposta di legge in materia di commercio al dettaglio, Confartigianato Veneto rileva tuttavia una criticità sostanziale: l’assenza di un riferimento organico all’artigianato, che rappresenta una componente strutturale del sistema economico regionale ed è disciplinato da un quadro normativo specifico e consolidato. Nel contesto veneto un’interpretazione distorta della normativa che distingue tra impresa artigiana e commerciale espone l’imprenditore a rischi amministrativi concreti e spesso rilevanti: dall’ambito previdenziale alla corretta destinazione d’uso dei locali, dalle prescrizioni Ulss alla presentazione della dichiarazione SCIA.

Il settore artigiano è regolato dalla Legge 8 agosto 1985, n. 443 (“Legge-quadro per l’artigianato”), pilastro della disciplina nazionale, che affida alle Regioni l’attuazione delle politiche di tutela e sviluppo dell’artigianato (in Veneto, tale cornice è stata ulteriormente rafforzata dalla Legge regionale 8 ottobre 2018, n. 34, che ha introdotto una definizione moderna di impresa artigiana).

Secondo Confartigianato Imprese Veneto, la proposta di legge sul commercio, così come formulata, rischia di creare un vuoto normativo nel coordinamento tra commercio e artigianato, in particolare per quanto riguarda le definizioni, non essendo chiarito cosa si intenda per impresa artigiana nel contesto commerciale e le modalità di vendita dei prodotti artigiani nei locali di produzione, già disciplinate da norme statali. Chiarimenti si rendono necessari anche per le politiche di valorizzazione, che nei distretti del commercio e nei “luoghi storici” non contemplano esplicitamente l’artigianato locale.

“Senza coerenza con la normativa che disciplina l’artigianato,  in particolare con legge quadro 443, si potrebbero generare conflitti applicativi, incertezza per le imprese e difficoltà interpretative per le amministrazioni comunali - rileva Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto - Confartigianato Imprese Veneto ha predisposto una serie di emendamenti che mirano a coordinare la proposta di legge con le leggi 443 e 34 del 2018 in modo da chiarire il regime applicabile agli esercizi di vicinato artigiani. Il nostro obiettivo – conclude Boschetto – è contribuire a una legge chiara, coerente e applicabile, che riconosca il valore economico, sociale e identitario dell’artigianato veneto e lo integri pienamente nelle politiche regionali sul commercio”.