Dai dati elaborati da FSBA/EBAV emerge che nei primi 5 mesi del 2024, rispetto al periodo agosto - dicembre 2023 in Veneto c’è stato un aumento complessivo del 13,36% dell’utilizzo dell’Assegno di Integrazione Salariale, l’ammortizzatore sociale dell’artigianato erogato dal Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato FSBA.
L’aumento è di circa il 100% se si confrontano i dati dei primi 5 mesi del 2024 rispetto ai primi 5 mesi del 2023, ma va rilevato che, nel complesso, nel primo semestre del 2023 il ricorso a FSBA è stato molto più ridotto.
L’analisi settoriale del periodo gennaio – maggio 2024 ci indica che Metalmeccanica e Legno, che utilizzando oltre il 50% dell’ammortizzatore sociale nel Veneto, hanno tenuto nel confronto con gli ultimi 5 mesi del 2023, mentre il comparto Tessile Abbigliamento Pelli, Cuoio e Calzature ha risentito in modo più rilevante l’avanzare della crisi, segnando un aumento di oltre il 65% delle ore rendicontate.
“Se i dati complessivi del Veneto ci mostrano dei segnali di rallentamento dell’attività delle imprese in questi primi 5 mesi dell’anno, va purtroppo evidenziato che il comparto Tessile Abbigliamento Pelli, Cuoio e Calzature sta soffrendo maggiormente ed ha bisogno di un’attenta analisi dell’andamento del mercato per individuare una strategia di sostegno e di rilancio. Il recente rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro impegna le nostre aziende ad un ulteriore sforzo economico che sosteniamo volentieri per salvaguardare e attrarre nuove competenze di cui il settore ha bisogno. Ora però è urgente un’azione mirata del Ministero per fare uscire dalla crisi un settore così strategico per il Paese”, che in Italia conta 60.000 imprese manifatturiere e oltre 600.000 lavoratori.
In Veneto solo il Sistema Moda (quindi tessile-abbigliamento, pelli, cuoio e calzature) rappresenta un settore trainante dell’economia regionale, soprattutto nell’export, a fronte di oltre 5.000 imprese artigiane che impiegano 20.600 addetti.
“La qualità delle nostre produzioni ci sono riconosciute in tutto il mondo e riteniamo che sia arrivato il momento di garantire una maggiore stabilità ad un marchio di alto valore come il Made in Italy – afferma Boschetto -. Il settore ha retto il periodo pandemico, ma altre situazioni geopolitiche internazionali e le nuove misure imposte a livello europeo, anche sulla sostenibilità, stanno mettendo a dura prova la sua resilienza. Il Governo ha riconosciuto lo stato di crisi del settore, prova ne è la convocazione del Tavolo di Crisi del Sistema Moda convocato per il 6 agosto, ma la sfida è alta”.
Le richieste avanzate al Tavolo ministeriale, firmate in un documento da tutte le parti sociali, riguardano politiche di sostegno al credito, normative più snelle per agevolare nuovi investimenti in tecnologie, sistemi digitali e formazione, azioni mirate di sostegno alle filiere.
“Al Ministero chiediamo, tra le altre, misure ad hoc per la salvaguardia dei livelli occupazionali, una politica mirata di sostegno al credito e disposizioni normative per agevolare l’implementazione di nuove tecnologie e strumenti digitali. Se vogliamo che il Made in Italy continui ad essere il fiore all’occhiello della produzione del nostro Paese ed un’eccellenza da esportare in tutto il mondo – conclude il presidente di Confartigianato Imprese Veneto - è necessario valorizzare e sostenere le aziende, soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, che garantiscono qualità, professionalità e l’artigianalità che tutti ricercano”.