“Un segnale importante da parte del Governo di attenzione e sostegno ad un settore che riconosce strategico per il Made in Italy e per le imprese artigiane. Questo fondo dimostra come il “pressing” di Confartigianato e delle altre associazioni di categoria sia a livello nazionale che regionale abbia evidenziato un problema per il tessile e la concia che ormai non è più congiunturale ma strutturale”.
Roberto Boschetto commenta con soddisfazione il via libera del decreto interministeriale che destina 15 milioni di euro alla valorizzazione della filiera delle fibre tessili naturali e della concia della pelle, “che sicuramente porterà l’Italia e il Veneto a diventare autonomi nell’approvvigionamento delle materie prime naturali e che contribuirà ad accompagnare le nostre imprese verso una ripresa della produzione investendo in ricerca e innovazione dei processi di produzione”.
Il provvedimento è stato firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e rappresenta una prima tranche di un fondo, annunciato al Tavolo della Moda convocato il mese scorso, di 30,5 milioni di euro, per favorire l’innovazione e la sostenibilità del comparto.
Il decreto è destinato proprio alle micro, piccole e medie imprese attraverso contributi pari a 10 milioni a fondo perduto e di 5 milioni di finanziamenti agevolati.
In Veneto sono circa 1.000 le imprese artigiane potenzialmente interessate dalla misura, che impiegano al loro interno oltre 4.600 addetti e pesano per il 50,9% sul totale delle imprese dei due settori coinvolti.
“Sarà strategico ora per le imprese attrezzarsi con progetti di innovazione e sostenibilità ambientale perché l’obiettivo del provvedimento è quello di incentivare i processi di riciclo e di riduzione degli sprechi, anche attraverso la certificazione ambientale – avverte il presidente Boschetto -. Si tratta di un’occasione di sviluppo e crescita, in cui va valorizzata la filiera soprattutto ora che le aziende hanno difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e costi energetici e di trasporto eccessivi. In questo contesto globale in cui si assiste ad un inasprimento dei dazi e ad un aggravamento delle politiche commerciali internazionali, è il momento di rafforzare il Made in Italy per aumentare la domanda di prodotti di qualità ed eccellenza”.