Crisi Suez il Made in Veneto rischia grosso

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Boschetto: “la nostra Regione esporta via Suez e Mar Rosso merci per quasi 6 miliardi di euro l’anno. A rischio anche le forniture di gas liquido dal Qatar”
Crisi Suez il Made in Veneto rischia grosso

“L’escalation della crisi in Medio Oriente rischia di penalizzare fortemente il made in Veneto. La nostra regione è la terza più esposta con quasi 6 miliardi di euro di merci esportate via mare attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso pari al 3,2% del PIL, viene rallentato se non ridotto l’approvvigionamento di prodotti essenziali per la trasformazione della nostra manifattura ed inoltre il Qatar ha deciso di sospendere il passaggio delle sue navi cisterna con il Gas naturale liquefatto (Gnl) destinate anche al rigassificatore di Rovigo con il rischio concreto di una nuova impennata dei prezzi dell’energia”. Lo afferma Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che aggiunge: “il sommarsi delle crisi internazionali aggravano la frenata del commercio internazionale. Gli effetti infatti, si aggiungono alla stretta monetaria in corso e alla riattivazione delle regole europee di bilancio che potrebbero avere conseguenze sulla crescita, riducendo la fiducia e la propensione ad investire delle imprese. Il rischio è che l’approccio ‘attendista’ delle imprese, che ancora sorregge la seppur flebile fiducia, possa degenerare in recessione”.

Per l’Italia si stima che il valore dell’import-export annuale che transita per il Canale di Suez proveniente dai paesi del Medio Oriente, dall’Asia, dall’Oceania e dai paesi del Sud-Est dell’Africa nel 2023 (ultimi dodici mesi a settembre) sia pari a 148,1 miliardi di euro, di cui 93,1 miliardi di euro di importazioni e 55,0 miliardi di esportazioni, che rappresenta il 42,7% del commercio estero dell’Italia trasportato per mare e l’11,9% del commercio estero totale dell’Italia. Nel dettaglio si tratta del 15,2% delle importazioni totali e dell’8,7% delle esportazioni totali. I paesi maggiormente interessati per valore dell’intercambio commerciale via nave con Italia sono Cina, India, Arabia Saudita, Giappone, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Iraq, Indonesia.

“Il canale di Suez ha un peso rilevante per il nostro interscambio -prosegue Boschetto-. Secondo l’indicatore dell’Unctad PLSCI (Port Liner Shipping Connectivity Index) nel 2021 siamo stati il paese più connesso via mare con l’Egitto nel settore dei container precedendo Spagna, Arabia Saudita e Cina. Posizionamento che testimonia la crescita del nostro paese se si tiene conto che nel 2006 la leadership spettava alla Cina e l’Italia figurava al quinto posto. Quello che ci preoccupa di più -conclude- è che il caos forniture possa lasciare un segno sull’inflazione. Difficile oggi dire quanto sarà marcato, ma potrebbe convincere Fed e Bce a fare marcia indietro sulla promessa di tagliare i tassi di interesse. Il che sarebbe drammatico per il nostro accesso al credito”.