DDL PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELL'IMPRESA, BOSCHETTO: "NELL'ARTIGIANATO GIÀ ESISTE E SI CHIAMA BILATERALITÀ"

DDL PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELL'IMPRESA, BOSCHETTO: "NELL'ARTIGIANATO GIÀ ESISTE E SI CHIAMA BILATERALITÀ"

“Una forma di partecipazione esiste già e funziona. Nel mondo artigiano, la partecipazione dei lavoratori è di fatto una realtà quotidiana attraverso la bilateralità, un modello di cui peraltro il Veneto è stato pioniere, consolidato ormai da anni che garantisce tutele, formazione, sicurezza e welfare integrativo ai lavoratori e alle loro famiglie. Il disegno di legge in discussione al Senato, pur partendo da principi condivisibili, rischia di non cogliere la specificità del nostro sistema produttivo.”

Così Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, interviene all’indomani dell’audizione alla Commissione Lavoro del Senato, dove Confartigianato e CNA hanno portato la voce di migliaia di piccole imprese artigiane, spesso escluse dal dibattito nazionale.

“La scelta del legislatore in questo disegno di legge – afferma Boschetto - ha il nobile intento di valorizzare la partecipazione come elemento fondamentale di democrazia economica, responsabilizzando i dipendenti per favorire una maggiore coesione sociale. Obiettivi nobili, che il sistema di Confartigianato non solo condivide, ma persegue da anni attraverso un modello di relazioni sindacali che privilegia la partecipazione e non il conflitto. Tuttavia, i contenuti della proposta normativa appaiono poco aderenti ad un tessuto produttivo come il nostro, nel quale il 95% delle imprese occupa fino a 9 addetti”.

“Il rischio concreto – avverte Boschetto – è che si introducano nuovi obblighi, nuovi adempimenti e modelli partecipativi pensati per aziende strutturate e di grandi dimensioni. La bilateralità è un modello che funziona e il Veneto in particolare ne è la testimonianza da oltre 35 anni”.    

Sempre in tema di relazioni sindacali partecipate, altrettanto centrale, secondo Confartigianato, è il tema della formazione continua. I tagli previsti ai Fondi interprofessionali mettono a rischio la capacità delle imprese di affrontare le sfide della digitalizzazione e della transizione ecologica. Per questo le Confederazioni chiedono che venga ripristinato l’intero gettito dello 0,30%, assicurando ai Fondi le risorse necessarie per sostenere la competitività del sistema produttivo.

“Per noi - conclude il presidente Boschetto - è necessario il riconoscimento e la valorizzazione di strumenti costruiti su misura per le piccole imprese che già esistono e funzionano. Solo così la partecipazione potrà essere un vero motore di crescita condivisa, senza appesantire chi ogni giorno tiene in piedi la nostra economia”.