Il 17 gennaio è la giornata internazionale della pizza, un prodotto diventato simbolo del patrimonio culinario italiano e un pilastro del settore agroalimentare. L'importanza della pizza è stata ufficialmente riconosciuta dall'UNESCO nel 2018, con l'inserimento dell'Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano nella lista dei Patrimoni Immateriali dell'Umanità, facendola rientrare nell’Olimpo della cucina nazionale e internazionale, identificando “l'arte del pizzaiolo napoletano come espressione di una cultura che si manifesta in modo unico", per dirla con le parole dell'Agenzia delle Nazioni Unite.
La pizza ha origine nel mondo antico, ma nella sua forma moderna è nata a Napoli tra Settecento e Ottocento e la sua diffusione su scala mondiale, invece, è avvenuta dopo la Seconda guerra mondiale.
Oggi è una delle pietanze maggiormente consumate con una frequenza di una volta a settimana per quasi 2 italiani su 3.
A livello economico, il settore genera un fatturato annuo stimato di circa 15 miliardi di euro in Italia, evidenziando la sua centralità per l'economia nazionale. Il trend di crescita delle pizzerie, sia tradizionali che da asporto, testimonia l'importanza di questo mercato, che non solo soddisfa il consumo domestico ma si interseca anche con il turismo e le esportazioni di prodotti derivati.
Nel contesto regionale, il Veneto si distingue per la vivacità del comparto. Secondo i dati dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, le imprese artigiane venete che producono cibo da asporto sono 3.887, di cui oltre il 70% sono pizzerie. Questo dato riflette non solo l'importanza del prodotto per l'economia, ma il valore di un settore che non conosce crisi e che è capace di rispondere alle nuove tendenze del mercato.
“La pizza è un tesoro del Made in Italy – afferma Erika Sorgato, Presidente del gruppo di mestiere Cibo da asporto di Confartigianato Imprese Veneto, titolare di una pizzeria. - È uno dei prodotti in cui maggiormente si esprime il valore artigiano, perché include una particolare cura e manualità nella preparazione dell’impasto e una scelta accurata di ingredienti di qualità. Gli impasti sono ormai diversificati, si ricercano farine integrali e particolari, gli ingredienti spesso sono scelti tra prodotti a chilometri zero o di origine controllata, le creazioni diventano sempre più gourmet. A tutti gli effetti è un’arte che si è diffusa nel mondo come eccellenza italiana e che unisce tradizione, innovazione e in certi casi anche ricerca. È uno dei pochi settori che non va in crisi, ma che deve saper soddisfare un palato sempre più raffinato e intenditore. Il mercato in questo è impietoso e la sfida per noi artigiani è proprio quella di mantenere saldi i nostri principi di qualità, tracciabilità dei prodotti e alla creazione di nuove ricette che soddisfino tutti i gusti. Diventa una sfida di filiera che unisce più settori, il primario, il secondario e il terziario”.