“Siamo sempre stati contrari alla patente a crediti, ma eravamo pronti ad adeguarci. Alla luce delle lungaggini di un decreto che non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che dovrebbe entrare in vigore dal 1 ottobre, è chiaro che si debba prevedere una proroga”.
Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto appoggia la linea della Confederazione Nazionale che, insieme a Cna e Casartigiani, ha inviato un documento congiunto alle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato nell’ambito della discussione sul DL Omnibus, per chiedere un congruo periodo di tempo per consentire alle imprese e ai lavoratori di adeguarsi al nuovo sistema.
“Lo schema di decreto era stato presentato alle parti sociali lo scorso luglio e ad oggi non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale – spiega Boschetto -. Le imprese, pur ormai avendo assimilato e capito i dettami della legge, non sono messe nelle condizioni di poter presentare la domanda di rilascio della patente in tempo utile, non essendo nemmeno operativo il portale dell’Ispettorato del Lavoro che dovrebbe gestire le pratiche. Inoltre non è chiaro se ci siano i fondi e soprattutto il personale adeguato per poter mettere a sistema tutta la procedura”.
Il settore delle Costruzioni è in fibrillazione, perché questo decreto, che nelle finalità aveva quella di garantire una maggior sicurezza in cantiere, invece che semplificare, sembra voler complicare procedure che erano già giustamente rigide su questo tema.
La nuova normativa introduce un sistema di crediti fino a 100 punti per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, ad esclusione di quanti effettuano nei cantieri mobili e temporanei mere forniture di prestazioni di tipo intellettuale.
Il rappresentante legale dell’impresa (o il lavoratore autonomo) deve autocertificare sul portale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro il possesso di una serie di requisiti, tra cui l'iscrizione alla Camera di Commercio, l’adempimento degli obblighi formativi e il possesso del DURC in corso di validità.
La novità principale è che, sebbene non si possa operare nei cantieri mobili con meno di 15 crediti, al momento del rilascio della patente, ne vengono assegnati 30, ma ogni impresa può ottenere un punteggio complessivo aggiuntivo non superiore a 100 crediti, riconosciuti in varie categorie tra cui: la storicità dell’azienda, il possesso di specifiche certificazioni di qualità in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, e soprattutto il possesso della qualifica di Mastro Formatore Artigiano.
“Questo è uno dei pochi passaggi che ci soddisfa, ossia il riconoscimento della figura di Mastro Formatore Artigiano, una qualifica esclusiva del CCNL Artigianato Edile del 4 maggio 2022 su cui il sistema di Confartigianato aveva più volte spinto – spiega Boschetto -. Questa figura riceve crediti specifici (in totale 5) per la formazione pratica e l’addestramento in materia di prevenzione e sicurezza erogata in cantiere, contribuendo significativamente alla sicurezza e alla qualità del lavoro. Di fatto è il riconoscimento del ruolo dell’imprenditore edile artigiano nella formazione professionalizzante e obbligatoria dei propri lavoratori, come portatore e divulgatore di competenze ed esperienze”.
Resta la criticità su un provvedimento che, secondo Confartigianato Imprese Veneto, non è lo strumento idoneo a ridurre gli infortuni sul lavoro: “Bastava il rispetto di regole che devono essere chiare ed applicabili – afferma il presidente Boschetto - con gli organismi paritetici tra Organizzazioni imprenditoriali e sindacati dei lavoratori, con la prevenzione e la formazione, con l’applicazione corretta dei contratti nazionali di lavoro del settore, attraverso l’associazionismo d’impresa che diffonde la cultura della legalità, incrociando le tante banche dati esistenti per porre in essere un efficace piano nazionale della prevenzione, con un sistema di ispezione sul lavoro rafforzato e senza inutili duplicazioni di competenze. Noi comunque applichiamo le regole e quindi ci adegueremo”.
Confartigianato Imprese Veneto ribadisce inoltre il suo scetticismo anche su alcuni ambiti ancora incerti, quali le procedure telematiche di rilascio, la sospensione cautelare della patente e il mancato coinvolgimento delle Associazioni dei datori di lavoro nelle commissioni che dovranno valutare la congruità dei corsi di formazione per il recupero dei crediti decurtati”.