Gelata d’autunno?.

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Boschetto: “il nostro manifatturiero fa miracoli ma è zavorrato dalla frenata di due mercati importanti come Germania e Cina, da tassi sui prestiti cresciuti di 339 punti base e un prezzo medio di energia elettrica e gas salito del 145,5%. In più cresce i
Gelata d’autunno?.

Gelata d’autunno? I dati in realtà dipingono una manifattura regionale ancora in salute che vola verso i 41 miliardi di export (40.705) nei primi sei mesi dell’anno. +3,4% rispetto al primo semestre 2022 e soprattutto un +5% fatto registrare dai nove settori a maggiore concentrazione di MPI (oltre 17 miliardi di euro).

“il nostro manifatturiero sta facendo miracoli -afferma Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto- ma è zavorrato dalla frenata di due mercati importanti come la Germania, verso il quale la nostra regione ha il maggior grado di esposizione in Italia (8,1% del nostro valore aggiunto) quasi doppio rispetto alla media nazionale, e la Cina. Ma non solo, pesano come macigni anche i tassi sui prestiti cresciuti di 339 punti base e un prezzo medio di energia elettrica e gas salito del 145,5%. In più cresce il divario tra domanda e offerta di lavoro”.

Le ultime previsioni sulla crescita internazionale confermano la frenata dei giganti di Europa e Asia, con ricadute rilevanti sul sistema territoriale della produzione del made in Italy. Secondo l’ultimo Interim Economic Outlook dell’OCSE le prospettive di crescita sono deboli: la persistenza dell’inflazione e delle strette monetarie limita la crescita globale al 3% mentre nell’area dell’euro il PIL si ferma a +0,6% nel 2023 e salirà all’1,1% nel 2024. Per quest’anno in Germania si conclama la recessione (-0,2%) seguita da un recupero nel 2024 (+0,9%) mentre la ripresa della Cina è più debole del previsto dopo la riapertura post-pandemia, con una crescita prevista al 5,1% per quest’anno e al 4,6% nel 2024.

“La frenata di questi due player della manifattura mondiale -prosegue Boschetto- ci tocca da vicinissimo. Germania e Cina valgono, solo nei primi sei mesi di quest’anno, ben 12 miliardi e 600 milioni di euro (30,7% del totale export manifatturiero) e anche se siamo l’unica delle tre regioni più esposte (Lombardia perde il 4,4%, l’Emilia-Romagna segna una flessione dello 0,5%) a essere ancora in campo positivo +2,6%, questo dato, in valore, è ampiamente inferiore alla relativa dinamica dei prezzi all’esportazione (+6,1%). A deteriorare la nostra performance è lo stretto rapporto tra Germania e Cina che è il suo quarto mercato dell’export. Nel 1 semestre del 2023 il rallentamento dell’economia cinese si traduce in un calo dell’8,5% dell’export tedesco in Cina, con effetti sulla catena di fornitura che interessano anche il Veneto di cui la Germania è il primo mercato delle esportazioni con 11,1 miliardi di euro, pari al 8,1% del nostro valore aggiunto. E non va dimenticato -afferma- che anche l’aggressione all’Ucraina è costata cara al nostro export verso la federazione russa, con un vistoso calo del 20,7% nell’ultimo anno, con un valore esportato ridotto a poco più di 1 miliardo di euro, che ci colloca comunque al terzo posto in Italia”.

“Preoccupazione quindi -conclude Boschetto- per la congiuntura internazionale, su cui però possiamo incidere poco. Molto invece può fare il Sistema Paese, per attenuare gli effetti negativi ad esempio della scarsità di manodopera dovuta sia alla diminuzione della forza lavoro under 35 che dall’ulteriore aumento del gap tra domanda e offerta di lavoro, oppure la politica della BCE che soffoca il credito, fondamentale per le imprese”.