GIUSTIZIA CIVILE, IN VENETO 346 GIORNI DI MEDIA PER UN PROCEDIMENTO, A VENEZIA SI SFIORANO GLI 800. CONFARTIGIANATO: “FRENO PER LE IMPRESE”

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I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato: in Veneto servono 346 giorni di media, ma il territorio è a due velocità. Boschetto: “tempi ancora troppo lunghi, un freno alla crescita delle imprese artigiane”.
GIUSTIZIA CIVILE, IN VENETO 346 GIORNI DI MEDIA PER UN PROCEDIMENTO, A VENEZIA SI SFIORANO GLI 800. CONFARTIGIANATO: “FRENO PER LE IMPRESE”

GIUSTIZIA CIVILE, IN VENETO 346 GIORNI DI MEDIA PER UN PROCEDIMENTO, A VENEZIA SI SFIORANO GLI 800. CONFARTIGIANATO: “UN FRENO PER LE IMPRESE”

I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato: in Veneto servono 346 giorni di media, ma il territorio è a due velocità. Boschetto: “tempi ancora troppo lunghi, un freno alla crescita delle imprese artigiane”.

I tempi della giustizia civile continuano a rappresentare un freno alla crescita economica e alla competitività delle imprese. Lo evidenziano gli ultimi indicatori contenuti nell’allegato al Documento programmatico di finanza pubblica 2025, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, analizzati dall’Ufficio Studi di Confartigianato.

Secondo i dati, i tempi dei procedimenti civili definiti nei tribunali ordinari sono tornati ad allungarsi, rendendo sempre più complesso il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNRR, che prevedevano entro giugno 2026 una riduzione del 40% dei tempi di trattazione rispetto al 2019.

Nel 2024, la durata media nazionale di un procedimento civile in Italia è pari a 364 giorni, ma con forti differenze territoriali: le performance migliori si registrano nelle regioni del Nord, sul podio salgono, in ordine, Valle d’Aosta (239 giorni), Piemonte (248 giorni) ed Emilia-Romagna (268 giorni). All’estremo opposto, le durate più elevate si riscontrano nel Mezzogiorno e nelle Isole con le performance di Sardegna (535), Basilicata (483) e Campania (459).

Se le performance migliori si registrano al Centro Nord (308 giorni di media), il Veneto si ferma a 346 giorni per un procedimento civile, leggermente al di sotto della media nazionale, ma con forti disomogeneità interne (a fine 2025 i procedimenti pendenti erano 127.671 mentre quelli definiti, con o senza sentenza, sono 134.944, il dato è ricavato dal rapporto trai primi e i secondi moltiplicato per 366).
La performance migliore si registra a Verona, con 200 giorni, mentre la situazione più critica è quella di Venezia, dove la durata media di un procedimento arriva a 773 giorni.

Ancora più critico il capitolo dei procedimenti civili in materia di lavoro privato (lavoro dipendente, parasubordinato e licenziamenti): a livello nazionale il disposition time è pari a 401 giorni, mentre in Veneto sale a 434 giorni.
In questo ambito, la durata più elevata si registra a Belluno con 820 giorni, mentre la più contenuta è a Venezia con 297 giorni.

“Per le imprese artigiane – dichiara Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – la giustizia civile non è un tema astratto, ma una variabile economica concreta. Tempi così lunghi significano incertezza nei rapporti contrattuali, immobilizzazione di risorse, difficoltà nella gestione del lavoro e freno agli investimenti. Un procedimento che dura anni equivale, di fatto, a una sanzione indiretta per chi rispetta le regole. Il PNRR ha acceso un faro su questo problema – prosegue Boschetto –ora servono interventi strutturali e continui in un’ ottica di maggior organizzazione e soprattutto digitalizzazione”.

Confartigianato Imprese Veneto ribadisce la necessità di ridurre i divari territoriali e di rendere la giustizia civile un vero fattore di competitività del sistema produttivo, a partire dalle micro e piccole imprese che costituiscono l’ossatura dell’economia regionale.

Secondo il rapporto elaborato da Confartigianato nazionale sulla base dei dati BES (indice che misura il tempo medio che è stato necessario per la definizione dei procedimenti conclusi nell’anno dinanzi ai tribunali ordinari relativi a tutte le controversie rilevate nel registro SICID) nel periodo 2025-2028 l’indicatore dei tempi della giustizia civile a livello nazionale è proiettato sentiero di crescita: 345 giorni nel 2025, fino a 370 giorni nel 2028. Una dinamica che – come precisano le stesse fonti ministeriali – non tiene ancora conto degli effetti delle misure più recenti di riduzione dell’arretrato, ma che riflette, osserva l’Ufficio Studi criticità legate a litigiosità civile, risorse disponibili, incentivi al personale e organizzazione degli uffici giudiziari.