IGP DELL’ARTIGIANATO, PRIMO VIA LIBERA PER VETRO DI MURANO E MERLETTO DI BURANO
Confartigianato Imprese Veneto: “Un risultato storico, ora il Veneto acceleri sulla tutela delle sue eccellenze”
Il primo via libera nazionale alle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per i prodotti artigianali e industriali porta con sé un risultato di particolare rilievo per il Veneto: il Vetro di Murano e il Merletto di Burano sono tra le prime quattro produzioni italiane ad aver superato la fase nazionale dell’iter e ad avviarsi verso il successivo esame europeo presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.
Per Confartigianato Imprese Veneto si tratta di un passaggio storico, che conferma la forza e il valore di due produzioni profondamente radicate nel territorio e riconosciute in tutto il mondo.
“È un risultato che ci riempie di soddisfazione e che dimostra quanto il sistema delle IGP dell’artigianato possa rappresentare uno strumento concreto per proteggere e valorizzare il nostro saper fare – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto -. Oggi celebriamo questo primo importante traguardo, ma guardiamo già al futuro: il Veneto ha un patrimonio manifatturiero molto più ampio e sono numerose le produzioni che possono ambire a questo riconoscimento”.
Il percorso avviato con l’entrata in vigore in Italia del Dlgs 51/2026, che adegua l’ordinamento nazionale al Regolamento UE 2023/2411 sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali, apre infatti nuove opportunità per la tutela delle produzioni legate a un territorio e a competenze specifiche.
Il Veneto si è mosso fin dalle prime fasi. Il Vetro Artistico di Murano è stato il primo dossier italiano presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mentre per il Merletto di Burano si è costituita l’omonima associazione, nata anche grazie al supporto di Confartigianato Venezia, che ha predisposto e presentato il dossier per il riconoscimento dell’indicazione geografica.
“La sfida ora è fare in modo che Murano e Burano siano solo l’inizio – prosegue Boschetto – le Indicazioni Geografiche possono diventare una leva di competitività e di tutela per quelle produzioni che hanno nel territorio la propria origine e il proprio valore distintivo. Penso agli scarpet dello Zoldano e del Cadore, all’occhialeria del Cadore, alla produzione orafa tra Vicenza e Padova, ai mobili in giunco del Trevigiano, agli scarponi da montagna e da sci dell’area di Montebelluna e Asolo, alla ceramica artistica di Bassano e Nove, alle maschere veneziane, alle imbarcazioni tradizionali della laguna, alle perle veneziane in vetro e a molte altre lavorazioni.”
Il potenziale è significativo. In Veneto il 92,4% delle imprese manifatturiere opera nei settori no food, per un totale di circa 44mila aziende, delle quali circa 25mila artigiane.
Già nel 2023 Confartigianato Imprese Veneto aveva realizzato una prima mappatura regionale delle concentrazioni produttive manifatturiere no food, elaborando un indice di specializzazione comunale per individuare le aree a maggiore vocazione artigiana. Una successiva ricognizione aveva inoltre individuato diverse produzioni potenzialmente candidabili al riconoscimento geografico, tra cui, oltre a quelle già avviate, la lavorazione del marmo e della pietra naturale tra Lessinia, Valpantena e Valpolicella, il mobile d’arte della Bassa Veronese e i manufatti in ferro battuto della Val d’Illasi.
“L’IGP non è soltanto un marchio – conclude Boschetto –. È uno strumento per difendere il valore del lavoro, contrastare la contraffazione e la concorrenza sleale, rafforzare il legame tra prodotto e territorio e trasmettere competenze che altrimenti rischiano di perdersi. Il primo via libera a Vetro di Murano e Merletto di Burano dimostra che la strada è quella giusta”.