Il dibattito sulle pensioni_ “AUMENTARE PIL E TASSO DI OCCUPAZIONE E PUNTARE SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE”

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Il presidente Boschetto chiede alla politica un sistema di equità e la separazione della spesa pensionistica da quella assistenziale. “Le imprese fanno già la loro parte”
Il dibattito sulle pensioni_ “AUMENTARE PIL E TASSO DI OCCUPAZIONE E PUNTARE SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE”

Bisogna partire dai dati per poter fare previsioni e trovare soluzioni. E sulla questione delle pensioni non si può non tener conto del drammatico trend demografico che lancia segnali allarmistici. Segnali già evidenziati dallo stesso Presidente dell’INPS Gabriele Fava al Meeting di Rimini, che aveva dichiarato, con un certo allarmismo, che nel 2050 il sistema pensionistico non sarà più sostenibile.

“Tra solo 25 anni si prevedono 8 milioni di persone in età attiva in meno – avverte il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto -, con una regressione dell’offerta di lavoro che non potrà passare senza impatti consistenti sul mercato del lavoro, sui costi e sul Pil e naturalmente sul sistema pensionistico. Sappiamo che per un sistema pensionistico a ripartizione, come il nostro, è fondamentale il rapporto tra occupati e pensionati. Attualmente tale rapporto è pari a 1,4443, al di sotto del limite minimo di euilibrio per rendere il sistema sostenibile di 1,5 occupati per ogni pensionato. È su questo indicatore che riteniamo si debba porre particolare attenzione in relazione al tema del trend demografico”.

I DATI SUL TREND DEMOGRAFICO

Da un recente studio dell’Ufficio Relazioni Sindacali di Confartigianato Imprese Veneto, osservando la distribuzione della popolazione per classi di età, tra il 2013 e il 2023 i numeri sono impietosi:

- i 0-14enni sono diminuiti del 12,9%;

- i 15-34enni del -7,1%;

- i 35-49enni del -18%;

- i 50-64enni sono aumentati del 16%;

- gli over 65enni sono aumentati dell’11,3%.

Nel futuro la dinamica descritta è destinata ad intensificarsi poiché per il 2050 previsioni Istat indicano che l’Italia avrà 4,5 milioni di popolazione in meno, con 3,7 milioni di under 35 in meno e 4,6 milioni di anziani in più. Inoltre, i nuovi nati in un anno dall’attuale picco negativo di 392 mila, nel 2050 si dovrebbero ridurre di ulteriori 27 mila unità.

Sempre al 2050 nella popolazione in età attiva il rapporto tra i più anziani (60- 64 anni) e i più giovani (15-19 anni), cioè l’indice di ricambio che segnala la proporzione tra lavoratori in uscita da rimpiazzare e i loro sostituti entrati da poco nel mondo del lavoro, passerà, nella previsione Istat, dall’attuale valore di 143,6% a 158,2%.

 OCCUPAZIONE E PIL TRA LE SOLUZIONI

 “È vero dunque che i giovani saranno costretti a lavorare di più in rapporto all’allungamento della vita e purtroppo dovranno godere di un assegno sensibilmente ridotto perché entreranno più tardi nel mondo del lavoro – afferma il presidente Boschetto - Inoltre avranno dei “buchi” contributivi legati alla flessibilità del lavoro.  Ma se diminuiranno le persone in età attiva e nel frattempo è aumentato il numero di pensionati, anche a seguito degli interventi su quota 100/102 e 103, precoci, APE sociale e altre agevolazioni, sono due le condizioni da rispettare per un equilibrio nei conti pensionistici: aumentare il tasso di occupazione e far crescere in modo costante il PIL. Sul primo aspetto siamo pronte a fare la nostra parte creando posti di lavoro, ma il problema che ripetiamo da tempo è che manca la manodopera. Sulla crescita del PIL, Confartigianato Imprese Veneto è impegnata a garantire il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, con conseguente aumento del reddito dei lavoratori. Certo, ci sono poi altri interventi da porre in essere - continua Boschetto -  ad es. ridurre le pensioni anticipate ed eliminare certi privilegi, ma soprattutto deve essere separata la spesa pensionistica da quella assistenziale, cresciuta enormemente negli ultimi anni”.

 PREVIDENZA COMPLEMENTARE E RUOLO DI CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO

 In questo contesto, che ha visto il susseguirsi di molteplici interventi normativi e l’introduzione, seppur graduale, del sistema contributivo, con conseguente diminuzione della rata di pensione rispetto all’ultimo reddito percepito, negli anni ha assunto sempre più un ruolo fondamentale la previdenza complementare, il c.d. secondo pilastro del sistema pensionistico. “Se per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico pubblico -  precisa il Presidente Boschetto - spetta alla politica trovare le ricette giuste, che però dovranno essere ispirate al criterio “dell’equità”, per non far ricadere sui figli le colpe dei padri, dopo che per anni si sono sperperate risorse per garantire privilegi e interessi privati a danno delle future generazioni, è sulla previdenza complementare che le parti sociali possono giocare un ruolo da protagonista per sostenere il sistema e diventare i veri garanti dei diritti delle persone e degli anziani”.

Confartigianato Imprese Veneto è parte istitutiva di Solidarietà Veneto, il Fondo di Previdenza Complementare negoziale del Veneto; da tempo siamo convinti della necessità di sostenere il secondo pilastro della previdenza con strumenti negoziali adeguati al fine di facilitare l’adesione volontaria dei lavoratori, dando loro modo di crearsi un sistema pensionistico integrativo. “Per questo - conclude il Presidente Boschetto - nella contrattazione integrativa regionale le parti hanno voluto dare grande risalto alla previdenza complementare, riconoscendo a tale strumento un ruolo strategico nella gestione dei rapporti lavoro”.