“Si insiste con gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche o ibride quando nel 2023 sono stati utilizzati meno della metà dei fondi. Questo significa che gli italiani non hanno la possibilità di comprare una nuova auto per cui bisognerebbe cambiare obiettivo”.
Il Presidente del settore Meccanica e Autoriparazione di Confartigianato Polesine Roberto Turcato, titolare di un’officina a Beverare, ha bene il polso della situazione e ritiene che ancora il mercato non sia totalmente pronto al cambiamento verso la transizione all’elettrico. Non si tratta di mentalità o di poca sensibilità nei confronti dell’ambiente e della necessità di inquinare meno, ma in questo momento di forte inflazione e crisi economica, di mancanza di disponibilità a nuovi investimenti o esposizioni bancarie.
“A nostro avviso bisognerebbe agevolare la trasformazione dei motori a benzina in Gpl o metano – afferma Turcato – che porterebbero gli stessi benefici in termini ambientali con costi per famiglie e imprese più ridotti e rimetterebbe in moto l’economia del settore artigiano e delle officine. Nel frattempo bisognerebbe investire sulla formazione degli addetti a lavori per prepararli al cambiamento epocale dei motori elettrici”.
Gli ecobonus in arrivo per il 2024 puntano, come i precedenti, ad incentivare il rinnovo del parco veicolare italiano, alquanto vetusto e inquinante, spingendo l’acceleratore sulle motorizzazioni più recenti in particolare ibrido ed elettrico. Soluzioni che negli ultimi anni faticano a decollare per una serie di ragioni, principalmente a causa dell’elevato costo di questi veicoli, ma anche a causa delle incertezze del mercato automotive e di questioni legate all’infrastruttura di ricarica.
Al 2022 il parco veicolare del Veneto si configurava così: su poco più di 3 milioni di veicoli, oltre 2,6 milioni sono a benzina o diesel che continuano ad essere quelle preferite dagli automobilisti ma anche quelle più inquinanti. GPL e Metano è installato su 350 mila autoveicoli mentre le auto elettriche sono solo lo 0,4% pari a poco più di 13 mila mezzi.
In Polesine su un parco veicolare di oltre 160mila mezzi, un terzo sono a benzina e potrebbero essere riconvertito. Solo poco più di 4mila sono le auto ibride e la tendenza è ancora quella di acquistare veicoli, per lo più usati, a benzina o gasolio.
“Gli incentivi non hanno incoraggiato gli automobilisti ad acquistare auto nuove ed elettriche, anche perché l’approvvigionamento e le infrastrutture di ricarica non sono ancora al passo con le esigenze dei viaggiatori – fa notare il Presidente Turcato - Se si ricarica l’auto a casa ad esempio il chilometraggio di percorrenza ad elettrico è ancora ridotto e spesso è necessario aumentare i kW di potenza dell’utenza domestica. Inoltre il sistema di ricarica dalle colonnine pubbliche spesso risultano troppo lente. Anche per questo motivo gli utenti preferiscono ancora il vecchio sistema di alimentazione a benzina o a gasolio”.
E’ bene sapere che in Veneto da qualche tempo sono messi a bando contributi per la trasformazione dell’alimentazione del veicolo a benzina o gasolio a Gpl o metano, soluzione efficace per rendere più “green” il parco auto con interventi decisamente più a portata di portafoglio.
“Sono dell’avviso che sia necessario in questa fase incentivare le auto a metano o la trasformazione a metano di quelle a benzina – conclude Turcato – anche perché, a parità di chilometraggio e di mobilità sostenibile, conviene di più dell’elettrico in termini di consumi”.