IRAP, L'IMPATTO DEI RINCARI SULLE IMPRESE. PROIEZIONE DEI POSSIBILI AUMENTI. ELABORAZIONE DELL’UFFICIO STUDI DI CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO

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IL PRESIDENTE BOSCHETTO: “L’IMPATTO POTREBBE NON INCIDERE IN MANIERA SIGNIFICATIVA PER LE NOSTRE IMPRESE, MA SERVONO AIUTI A COMPENSAZIONE PER I SETTORI PIÙ IN CRISI”
IRAP, L'IMPATTO DEI RINCARI SULLE IMPRESE. PROIEZIONE DEI POSSIBILI AUMENTI. ELABORAZIONE DELL’UFFICIO STUDI DI CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO

“Prendendo atto che la manovra della Giunta regionale sembra essere necessaria per il bilancio regionale, purtroppo nell’immaginario delle imprese rischia di essere concepita come l’ennesima tassa applicata che va a colpire sempre e solo le imprese – è il primo commento del presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto al possibile ulteriore aumento dell’Irap -. Va tuttavia riconosciuto che l’impatto dei rincari delle aliquote in concreto sulle imprese artigiane potrebbe non incidere significativamente”.

Per fare degli esempi pratici, come emerge da un’indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, sulla base dell’ultima previsione di maggiorazione dello 0,18%, proposta dalla Giunta regionale, con un’aliquota del 4,08%, in media una società di persone si troverebbe a pagare poco più di 2.500 euro di IRAP, mentre per le società di capitali la cifra si attesterebbe attorno ai 14.220 euro.

La maggiorazione comporterebbe quindi aumenti relativamente contenuti che varierebbero mediamente dai 112 euro per le società di persone ai 628 euro per le società di capitali. In media l’aumento sarebbe di circa 400 euro.

Per le imprese che ricadono nei codici Ateco 2007 (quelle più inquinanti e altre) interessate dalla maggiorazione dello 0,65%, l’aliquota diventerebbe quindi del 4,55%. Questo significherebbe un’imposta media per società di persone pari a 2.825 euro e di 15.866 euro per le società di capitale. La maggiorazione comporterebbe quindi aumenti che varierebbero mediamente dai 400 euro per le società di persone ai 2.267 euro per le società di capitali. In media l’aumento sarebbe di circa 1.300 euro.

La maggiorazione dello 0,65% interessa anche alcune imprese di settori tipicamente artigiani: pensiamo ad esempio alle imprese attive nel trasporto merci su strada e nella fabbricazione di calzature. Settori in cui il margine di profitto è già esiguo. Nel caso invece della fabbricazione di calzature si riscontrano aumenti che possono arrivare addirittura oltre i 2.000 euro (considerando una impresa con un utile di 48.000 euro). L’aumento inciderebbe per più del 5% sull’utile.

“Il dato non va sottovalutato a nostro avviso – fa notare il presidente Boschetto –. Ci sono alcuni settori che da tempo stanno mostrando una crisi ormai non più congiunturale, con attivazione di cassa integrazione, dettata da una serie di fattori noti come la guerra, il costo delle materie prime, la frenata dell’export e l’influenza della stagnazione economica in Germania. Penso ad esempio al sistema Moda e Calzature, appunto, a cui non si possono ora chiedere ulteriori aggravi di imposte e tasse. Oppure, se il ritocco dell’Irap rappresenta l’unica strada per rifinanziare il bilancio regionale, chiediamo che siano trovati degli aiuti e sostegni a compensazione”.

“Auspichiamo che l’aumento dell’Irap sia una misura transitoria e non strutturale: va bene non erodere ulteriormente la capacità di spesa delle persone fisiche, -  conclude Boschetto - ma la Regione ha anche il dovere di creare i presupposti per accrescere la competitività delle imprese, che a loro volta creano posti di lavoro e generano ricchezza sul territorio”.