Confartigianato Polesine accoglie con favore la proroga della cassa integrazione per le imprese della filiera moda fino al 31 dicembre 2025. Una misura indispensabile per tamponare l’impatto di una crisi che continua a colpire duramente soprattutto le micro e piccole realtà artigiane del settore.
Tuttavia, il nostro sistema produttivo è di fronte a una crisi strutturale, non più congiunturale. Il crollo dell’export, il calo dei consumi interni, la concorrenza sleale dei laboratori abusivi, l’impatto dell’e-commerce e l’aumento dei costi legati alla sostenibilità stanno ridisegnando profondamente il comparto moda. Le imprese artigiane, spesso sottocapitalizzate e con difficoltà di accesso al credito, faticano a tenere il passo.
Per questo non bastano interventi emergenziali: serve una strategia di lungo periodo che favorisca l’innovazione, la transizione digitale, l’accesso agevolato a tecnologie abilitanti e strumenti di intelligenza artificiale, ma anche politiche che accompagnino l’export con formazione e consulenza mirata.
"Il nostro impegno è attivo su tutti i livelli - fa sapere il presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion - Stiamo già portando avanti a livello nazionale, regionale e provinciale progetti mirati per sostenere le imprese del settore, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e tutelare l’occupazione. Ma è necessario un patto più ampio tra istituzioni, sistema creditizio e mondo produttivo, per evitare che la filiera moda – che rappresenta un patrimonio di saperi, identità e lavoro – venga impoverita in modo irreversibile. Le imprese artigiane della moda sono una risorsa del territorio. È il momento di investire su di loro, non solo di salvarle".