NCC, OBBLIGO DI COMPILAZIONE FOGLIO DI SERVIZIO ELETTRONICO

Sottotitolo
Il presidente Renzo Dalla Montà Ferdori: " Chiederemo modifiche a una procedura ingiusta e sproporzionata, anche con azioni di protesta"
NCC, OBBLIGO DI COMPILAZIONE FOGLIO DI SERVIZIO ELETTRONICO

Non c’è tregua per i vettori del servizio di noleggio con conducente (NCC). Un nuovo ostacolo, infatti, si aggiunge: il decreto interministeriale n. 226 del 16 ottobre 2024, emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che introduce l’obbligo di compilare un foglio di servizio elettronico. Questa nuova procedura, complessa, impegnativa e macchinosa, rappresenta un ulteriore aggravio burocratico per una categoria già sotto pressione.

Il foglio di servizio elettronico, infatti, richiede l’inserimento costante durante la giornata di un gran numero di dati, tra cui la targa del veicolo, il nome del conducente, data e luogo di partenza, chilometri percorsi, orari di inizio e fine servizio, destinazione, dati del cliente e altre informazioni dettagliate. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’abusivismo, soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano, ma secondo gli operatori del settore, la misura finisce per penalizzare l’intera categoria senza apportare reali benefici.

Renzo Dalla Montà Ferdori, presidente della categoria NCC di Confartigianato Imprese Veneto, esprime tutto il suo disappunto: “Non è un fulmine a ciel sereno, attendevamo la versione definitiva del decreto nell’auspicio che il legislatore accogliesse  le istanze della categoria, di fatto accolte solo in minima parte. Confartigianato Veneto é sempre stata favorevole ad una riorganizzazione ed ammodernamento del trasporto pubblico non di linea contestando fin da subito il foglio servizi sia cartaceo che elettronico ritenendo esaustiva al fine della lotta all’abusivismo la semplice tracciabilità delle prenotazioni e sollecitando invece l’introduzione di altre misure più efficaci come il registro nazionale Ncc/Taxi (appena creato ma non ancora operativo) e soprattutto le targhe personalizzate legate al vettore e non al veicolo.

C’è poi la levata di scudi contro le applicazioni di intermediazione (Uber) che anche in questo caso, secondo noi, andrebbero normate in maniera semplice ed efficace nell’ottica di una tutela ambivalente del consumatore e dell’operatore piuttosto che boicottate ad oltranza, soprattutto in vista del Giubileo alle porte e la conseguente richiesta di mobilità che ne scaturirà.

È doveroso poi sottolineare che questi oneri sono a carico solamente del servizio NCC in quanto il servizio taxi non subisce, nemmeno lontanamente, il peso delle nostre imposizioni, burocratiche e fiscali.

“C’è un pregiudizio secondo cui il nostro servizio sia riservato esclusivamente a clienti di lusso,” prosegue Dalla Montà Ferdori. “Ma non è così. La nostra professionalità ci distingue: parliamo più lingue, offriamo un servizio di rappresentanza per le aziende, diamo informazioni storiche e turistiche, consigliamo locali e attrazioni. Investiamo nei nostri mezzi, abbiamo siti internet, facciamo marketing sui social e collaboriamo con altre figure professionali, anche se, stando al nuovo decreto, ogni forma di intermediazione sarà bandita.

Confartigianato Imprese Trasporto Persone, pur rimanendo aperta al dialogo con le istituzioni, ha sempre manifestato scetticismo verso queste misure, considerate eccessivamente onerose rispetto alle necessità operative della categoria. La procedura introdotta dal decreto, confermata nel testo pubblicato il 31 ottobre 2024, non risponde alle esigenze reali delle imprese NCC e soprattutto di un’utenza che richiede sempre più flessibilità e tempi di attesa minimi.

“Abbiamo sempre cercato il confronto, ma ora è il momento di agire,” conclude Dalla Montà Ferdori. “Stiamo considerando azioni di protesta per chiedere modifiche a una procedura ingiusta e sproporzionata che penalizza la serietà e l’onestà degli NCC. Lo faremo nel rispetto degli utenti, ma non possiamo più tollerare quella che pare a tutti gli effetti un’azione contro il nostro mestiere.
Invitiamo infine il Governo a riflettere su tutto ciò in vista soprattutto della circolare attuativa attesa per le prossime settimane, con la quale si potrebbero mettere delle “pezze” ad un decreto inaccettabile garantendo condizioni di lavoro più eque ed un trattamento paritario rispetto ai taxi”