PARRUCCHIERI ED ESTETISTI ABUSIVI, D'ESTATE IL FENOMENO ESPLODE

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Attenzione: dal 1° Settembre 2025 entra in vigore il divieto di utilizzo due sostanze presenti in alcuni fotoiniziatori e condizionanti per unghie
PARRUCCHIERI ED ESTETISTI ABUSIVI, D'ESTATE IL FENOMENO ESPLODE

Parrucchieri ed estetisti abusivi: d’estate il fenomeno esplode. Confartigianato Veneto: “Salute a rischio, è concorrenza sleale. Servono controlli e responsabilità”. Dal 1 SETTEMBRE 2025 entra in vigore il DIVIETO DI UTILIZZO DI DUE PRODOTTI che contengono sostanze presenti in alcuni fotoiniziatori e condizionanti per unghie

 

Estate: cresce nell’ombra il mercato parallelo dell’abusivismo nei settori dell’estetica e dell’acconciatura. Un fenomeno che, soprattutto nelle località turistiche, si gonfia come una bolla illegale fatta di prestazioni a domicilio, passaparola e piattaforme online fuori controllo.

La norma. Non è solo concorrenza sleale: è un attacco alla salute dei cittadini, all’economia legale e alla dignità del lavoro artigiano. Ma c’è di più: dal 1 Settembre 2025 il Regolamento (UE) 2024/197, che ha modificato l’allegato VI al Regolamento 1272/2008, ha introdotto il divieto di utilizzo di  due sostanze classificate come Repr. Cat 1B, presenti in prodotti utilizzati nei trattamenti nail. Si tratta del Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (Ossido di trimetilbenzoil difenilfosfina), un fotoiniziatore usato negli smalti per unghie in gel per aiutare la polimerizzazione sotto la luce UV, e della Dimethyltolylamine (Dimetil-4-toluidina o N,N- dimetil-4-metilanilina), condizionante per unghie utilizzato per facilitare l’adesione di altri prodotti come primer, smalti e gel.

 Per effetto del Regolamento, i prodotti contenenti queste sostanze saranno vietati a decorrere dal 1’ settembre 2025 e pertanto saranno vietate sia l’immissione sul mercato sia la messa a disposizione dei prodotti cosmetici non conformi. I prodotti già presenti nei saloni dovranno essere smaltiti o ritirati in accordo con i fornitori.

Concorrenza sleale. Una concorrenza ancor più sleale se si pensa che i saloni di bellezza in Veneto (e nel resto d’Italia) stanno affrontando un’escalation dei costi energetici, con aumenti tra il +20% e il +27%: un salone medio (consumi stimati su decine di MWh/anno) potrebbe subire un aumento tra €2.000 e €5.000 all’anno, variabile in base all’energia consumat

“L’abusivismo nella nostra categoria raggiunge tassi nazionali del 27,6%, quasi il doppio della media complessiva che si attesta al 14,4%” – denuncia Beatrice Daniele, Presidente della Federazione Benessere e del Gruppo Acconciatura di Confartigianato Imprese Veneto. – gestire un salone oggi significa investire costantemente in formazione, sicurezza, prodotti certificati, igiene e innovazione. Non si tratta solo di tagliare capelli o applicare un trattamento: è un lavoro di responsabilità che richiede competenze aggiornate, attrezzature professionali e rispetto rigoroso delle normative. Le nostre imprese sostengono costi significativi – dalle bollette energetiche sempre più care, agli affitti, fino agli obblighi di legge – per garantire un servizio sicuro e di qualità. Chi opera nell’illegalità non ha questi vincoli, ma soprattutto non offre alcuna garanzia. È ingiusto e pericoloso che chi rispetta le regole venga penalizzato, mentre chi lavora in nero prospera indisturbato. Per questo chiediamo più controlli, ma anche più consapevolezza da parte dei cittadini: scegliere un’impresa regolare significa tutelare la propria salute e sostenere il lavoro onesto.”

 In Veneto il comparto benessere conta 13.551 imprese attive: 7.942 nel settore Acconciatura e 4.430 nell’Estetica, per un totale di 24.084 addetti (16.178 nell’acconciatura, 7.906 nell’estetica). Numeri che raccontano un settore importante (+151 imprese in un anno) trainato da micro e piccole imprese, spesso a conduzione artigiana, che ogni giorno investono in formazione, tecnologie e qualità.

“Le aziende che operano nella legalità devono essere tutelate” – sottolinea Cristina Scurtu, Presidente del Gruppo Estetica di Confartigianato Veneto. – “Noi imprenditori artigiani ci sottoponiamo a continui aggiornamenti, frequentiamo corsi per noi e per i nostri dipendenti, lavoriamo con prodotti e attrezzature certificate. Chi si affida a operatori improvvisati o a prestazioni a domicilio senza autorizzazioni, mette a rischio la propria salute e contribuisce a danneggiare l’intero settore.”

Confartigianato Imprese Veneto chiede con forza un’intensificazione dei controlli da parte delle autorità competenti: “Non solo è importante evitare di rivolgersi a operatori abusivi – concludono Daniele e Scurtu – ma è necessario anche segnalare situazioni sospette alle autorità. L’illegalità danneggia tutti: i professionisti, il fisco, l’economia e, soprattutto, la salute dei cittadini.”