In Veneto 3.600 imprese coinvolte di cui 2.900 artigiane (79,7%).
7 figure professionali su 10 sono di difficile reperimento e l’occupazione inizia a calare -3,9%
Nella settimana di Pasqua salgono alla ribalta i consumi dei prodotti della tradizione e in particolare quelli del comparto dolciario, settore ad elevata vocazione artigianale. In Veneto sono interessate dai consumi tipici dei prodotti pasquali quasi 3mila 600 tra pasticcerie e imprese del settore dolciario – comparto che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato, confetteria, etc. – con una alta vocazione artigianale: sono 2mila 863 le imprese artigiane, rappresentando il 79,7% delle imprese totali del settore.
“I maestri pasticceri, panificatori e pastai ed i loro preziosi collaboratori, sono un’eccellenza che non può andare perduta – afferma Cristiano Gaggion Presidente della Federazione Alimentaristi di Confartigianato Imprese Veneto-. Se vogliamo mantenere il privilegio di allietare le nostre feste con i prodotti tipici di altissima qualità che nascono dalla ricerca delle materie prime e dal saper fare artigiano, dobbiamo risolvere il problema della manodopera. Solo in Veneto sono 887 i pasticceri, panettieri e pastai artigiani difficili da reperire (dati ANPAL 2023). Per le 1.440 entrate previste dalle imprese per le professioni di Pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali e Panettieri e pastai artigianali, 887 unità pari al 68,5%, risulta di difficile reperimento”.
“La carenza di manodopera qualificata -prosegue- ha già iniziato ad influenzare l’andamento del numero di addetti artigiani (oggi sono 13.440 in Veneto di cui 7.796 per il sistema dolciario e 5.644 per la pasticceria). In caldo del -3,9% nell’ultimo anno. Ed anche il numero di imprese è in leggera contrazione”.
Dai dati Unioncamere si evince che, nel corso del 2023, le cessazioni di impresa sono state superiori alle nuove aperture, con un tasso di sviluppo negativo pari a -0,9%: il dato è imputabile al tasso negativo riportato tra le imprese del settore dolciario, mentre per quanto riguarda i laboratori artigianali di pasticceria si osserva un tasso positivo pari a +1,0% (con 86 nuove iscrizioni a fronte di 74 cessazioni).
“Secondo un recente studio condotto da Unione Italiana Food (Uif) -prosegue Gaggion-, il 20,7% delle famiglie italiane, per i dolci pasquali, preferisce prodotti artigianali. D’altro canto la biodiversità della produzione agroalimentare veneta, ad elevata vocazione artigianale, si declina in ben 403 prodotti agroalimentari tradizionali, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo. Ed è per tenere vivo tutto questo -conclude Gaggion- che da tempo siamo impegnati a far avvicinare i giovani al settore, mostrando quelli che sono gli elementi più attrattivi. La Pasqua è una festività che ci ricorda quanto anche il prodotto artigianale alimentare fa parte della ritualità legata alla tradizione celebrazione di una festività. Rituale strettamente collegato al patrimonio culturale e folkloristico che identifica il nostro territorio”.