I rappresentanti di artigiani e piccole imprese hanno ribadito oggi a Roma le perplessità e le preoccupazioni create nell’ossatura del mondo produttivo italiano dall’introduzione dell’obbligo assicurativo tramite le Legge di Bilancio 2024, che non sono state fugate, come si sperava, dai successivi decreti. Per la categoria degli artigiani “la proroga a gennaio 2026 concede un tempo che va proficuamente impiegato dai soggetti coinvolti per garantire finalmente un avvio ordinato dell’obbligo assicurativo ed evitare contestazioni e delusioni in occasione dei eventuali fenomeni atmosferici eccezionali, rispetto ai quali si potrà verificarne l’efficacia”. Confartigianato, Cna e Casartigiani hanno ribadito che il tempo che il Dl concede servirà a sciogliere una serie di nodi interpretativi, fissare criteri e requisiti standard dei contratti, realizzare il portale Ivass consentendo alle imprese di confrontare le offerte e scegliere consapevolmente.
Durante l’audizione le Confederazioni nazionali hanno ribadito alcune richieste fondamentali, che Confartigianato Imprese Veneto rilancia con forza per tutelare le imprese del nostro territorio:
- Esclusione dall’obbligo per le imprese che operano in immobili in affitto da privati;
- Esonero per le imprese forfettarie e per quelle dotate di attrezzature inferiori ai 20mila euro;
- Chiarezza legislativa sull’esclusione dei beni con piccole difformità edilizie: una questione particolarmente sentita nel nostro territorio, dove le rigidità burocratiche rischiano di penalizzare attività regolari e operative da decenni.
“Il rinvio al 2026 è un passo nella giusta direzione - commenta il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto - abbiamo chiesto con forza questa proroga per evitare che l’obbligo, così com’era stato formulato, gravasse in modo sproporzionato sulle spalle delle imprese più piccole, già alle prese con costi crescenti e margini ridotti. Il tempo guadagnato non è un lusso, ma un’opportunità. L’intento del legislatore è comprensibile – conclude il Presidente Boschetto – proteggere il patrimonio produttivo dai danni da eventi estremi, ma la modalità di attuazione va calibrata sulla realtà. E in Veneto la realtà si chiama microimpresa: flessibile, radicata nel territorio, ma fragile quando si tratta di nuovi costi e adempimenti”.