Proroga Superbonus Boschetto: “3 mesi in più per chiudere la gran parte dei circa 2.200 cantieri di condomini non finiti in Veneto ed evitare centinaia di contenziosi”.

Proroga Superbonus Boschetto: “3 mesi in più per chiudere la gran parte dei circa 2.200 cantieri di condomini non finiti in Veneto ed evitare centinaia di contenziosi”.

Una proroga di tre mesi del superbonus, limitatamente ai condomini che al 31 dicembre abbiano raggiunto almeno il 60% dei lavori, costerebbe al massimo, 2 miliardi e 700 milioni di maggiori oneri per lo Stato di cui 855 milioni di euro a valere su cantieri in Veneto. E’ il dato che emerge da una stima di Confartigianato Imprese Veneto in base ai dati Enea appena a aggiornati a novembre 2023. “Una cifra importante. Ma il male minore rispetto al rischio di avere migliaia di contenziosi tra ditte e condomini”. A chiederla Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto.

Nel corso del 2023, il Superbonus condomini in Italia, raggiungerà (il mese di dicembre 2023 lo abbiamo stimato in base alla progressione media degli ultimi mesi) il primato per il numero di edifici ammessi a detrazione: 99.225, la cifra riguarda i soggetti di cui all’art. 119, comma 9, lettera a del DL. N. 34/2020 convertito in legge n.77 del 17 giugno 2020 (condomini e gli edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari e unico proprietario persona fisica).

In particolare, le asseverazioni dei condomini, in 12 mesi (anche questi dati comprendono la nostra stima su dicembre), sono cresciute di 47.951 +93,5%. La progressione si è tenuta pressoché costante a parte gli ultimi 4 mesi: tra settembre e dicembre sono 25.388 le nuove asseverazioni il 50% del totale periodo preso in esame. Il totale investimenti condominiali ammessi a detrazione è cresciuto di 32 miliardi e 175 milioni mentre il totale lavori condominiali realizzati ammessi a detrazione sono cresciuti di 28 miliardi 667 milioni. Questo porta ad un differenziale tra ammesso a detrazione/realizzato passato da 8 miliardi 969 milioni di gennaio ai 12 miliardi e 477 milioni di dicembre, il 22% delle detrazioni ammesse a contributo non sono ancora state fatturate. Da notare che negli ultimi due mesi il differenziale spese ammesse/realizzato è calato. In particolare nei condomini. Nel grafico allegato è chiara la accelerazione impressa dal mercato nel raggiungimento di lavori conclusi. Gli ultimi due mesi “valgono” quanto i 6 mesi precedenti messi assieme. 

“Quello che preoccupa -spiega il Presidente- sono gli oltre 25 mila cantieri in condomini iniziati tra settembre e dicembre, che, è facilmente ipotizzabile, siano gran parte dei lavori riferibili ai 12 miliardi e mezzo di opere ancora da realizzare e che slitteranno al 2024. Questo significa che il loro importo si ridurrà (a causa del passaggio dal 90% al 70% di detrazione ammissibile) a poco meno di 10 miliardi (9 miliardi 700 milioni circa). Questa è la cifra che dovrebbe incidere sulle Casse dello Stato (Eurostat dirà se in un solo anno e se spalmati su 4 anni). A tal proposito il Veneto anche in questo caso è più virtuoso in quanto le detrazioni ammesse a contributo non ancora fatturate sono pari al 20% (valore inferiore alla media nazionale del 22%). Sono comunque 855 milioni di euro per un stimato di almeno 2.200 cantieri condominiali, quasi tutti aperti tra settembre e dicembre”. 

“Una proroga di 3 mesi per i soli condomini -afferma-, incide, ma non molto. Ipotizzando che tutti i lavori oggi non conclusi possano raggiungere uno stato di avanzamento significativo del 60% entro il 31 dicembre 2023, e che entro marzo 2024 vengano tutti conclusi, se venisse approvata una proroga di estendere per sei mesi il 90% di detrazione per i lavori che hanno delibera assembleare e CILA-S lavori adottate entro il 16 febbraio 2023, la maggiore “spesa” per le casse dello stato si limiterebbe al massimo a +2miliardi e 773 milioni di euro (la differenza della mancata riduzione della detrazione dal 90% al 70%)”.

“Questa eventualità -conclude Boschetto- avrebbe però l’effetto positivo di evitare l’esplodere del contenzioso tra costruttori e condomini.  Infatti i condomini che hanno avviato i lavori contando sul bonus al 90% oppure ancora al 110%, con il calare dell'agevolazione nel 2024, potrebbero trovarsi nella condizione di doversi auto-finanziare l'intervento, e quindi potrebbero preferire la chiusura del cantiere. Il problema è duplice, sia per le imprese e che per i proprietari di case. Per le imprese c’è il rischio di forti problemi finanziari per rientrare delle somme anticipate per l’avanzamento del cantiere se non sarà possibile presentare la certificazione di stato avanzamento lavori entro il 31 dicembre 2023 per centrare l’incentivazione competa, perché non è detto che tutti i proprietari di casa abbiano risorse sufficienti per fronteggiare il 30% di quota di loro competenza. Il rischio per le imprese, è un’impennata degli stati d’insolvenza e di fallimento. A rischio c’è la tenuta di un sistema fatto di quasi 60 mila imprese artigiane e 125mila gli addetti”.