Una semplificazione concreta per le micro e piccole imprese: acconciatori, estetisti e tatuatori vengono esclusi dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti
La Legge di Bilancio 2026 modifica l’articolo 188-bis del Codice dell’Ambiente ed esclude dall’iscrizione al RENTRI le attività del settore benessere, tra cui parrucchieri, centri estetici e tatuatori. La misura recepisce una richiesta avanzata da tempo dalle categorie interessate, che avevano evidenziato l’eccessiva complessità degli adempimenti rispetto alle dimensioni e alla tipologia delle imprese coinvolte.
L’esclusione dal RENTRI rappresenta un intervento di semplificazione normativa significativo per migliaia di micro e piccole imprese che in Veneto sono oltre 12.000. Viene infatti evitata l’introduzione di un ulteriore obbligo digitale che avrebbe comportato costi amministrativi, formazione e gestione informatica non proporzionati all’attività svolta.
L’esonero dall’iscrizione al RENTRI non elimina gli obblighi di corretta gestione dei rifiuti. Le imprese del settore benessere continuano infatti a dover:
- smaltire i rifiuti pericolosi prodotti dall’attività (come aghi, lame monouso e materiali contaminati) tramite operatori autorizzati;
- conservare i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo per i controlli previsti;
- effettuare lo smaltimento con una periodicità almeno annuale.
“Resta centrale una gestione responsabile e tracciata dei rifiuti, basata su procedure consolidate e su rapporti con soggetti regolarmente autorizzati – chiarisce Beatrice Daniele, Presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Veneto - l’esclusione di parrucchieri, estetisti e tatuatori dal RENTRI è per noi un importante passo verso la semplificazione normativa e rappresenta il frutto di un lavoro di rappresentanza che ha portato all’introduzione di regole più aderenti alla realtà delle imprese artigiane. Siamo lieti di annunciare – continua Daniele – che, grazie a questo lavoro sindacale, viene evitato l’ennesimo aggravio burocratico fatto di procedure complesse e rischio di sanzioni. È un’importante semplificazione per migliaia di imprese venete, ottenuta anche grazie all’azione della nostra associazione che ha portato al riconoscimento delle peculiarità del nostro settore”.