TRASPORTO MERCI SOTTO PRESSIONE. TRA BUROCRAZIA E COSTI ORA IL PROBLEMA NON E’ IL CARBURANTE

Sottotitolo
Il paradosso del sistema Trasporti: Il 63% del personale non si trova ma per la prima volta il costo del personale supera quello gasolio. In 5 anni perse 1.000 imprese, ma la domanda di lavoro è in costante crescita.
TRASPORTO MERCI SOTTO PRESSIONE. TRA BUROCRAZIA E COSTI ORA IL PROBLEMA NON E’ IL CARBURANTE

TRASPORTO MERCI SOTTO PRESSIONE. TRA BUROCRAZIA E COSTI ORA IL PROBLEMA NON E’ IL CARBURANTE

Il paradosso del sistema Trasporti: Il 63% del personale non si trova ma per la prima volta il costo del personale supera quello gasolio. In 5 anni perse 1.000 imprese, ma la domanda di lavoro è in costante crescita.

 

Pressione sempre più alta per il settore del trasporto merci, ad oggi il più normato e burocratizzato dell’intero universo delle piccole medie imprese. Per la prima volta il costo del personale supera quello del gasolio, da sempre la principale voce di spesa del settore: 35% per il lavoro contro il 30% per il carburante.

È l’allarme lanciato dalla Federazione Trasporti di Confartigianato Imprese Veneto, che fotografa un comparto sempre più schiacciato tra crescita dei costi e difficoltà operative.

“Siamo di fronte a un cambiamento strutturale – spiega il presidente della Federazione Trasporti, Michele Varotto – il trasporto merci non soffre per mancanza di lavoro, ma per un disequilibrio economico crescente che rende sempre più difficile stare sul mercato, soprattutto per le micro e piccole imprese. Accanto al costo del personale e del carburante, pesano in modo significativo anche gli aumenti delle spese di magazzino, delle officine, della logistica e dei servizi collegati, oltre ai rincari energetici e ai costi di manutenzione dei mezzi. Un insieme di fattori che riduce i margini operativi e spinge molte imprese a rinviare investimenti strategici”

Il contesto è già segnato da una riduzione del numero di imprese: tra il 2020 e i primi mesi del 2025 in Veneto si contano circa 1.000 imprese artigiane del trasporto merci in meno, mentre secondo una recente analisi della CGIA di Mestre, negli ultimi dieci anni il settore ha perso complessivamente circa 2.000 imprese.

Eppure il lavoro continua a crescere. Per il 2025 sono previste 18.990 nuove entrate, ma il 63% delle assunzioni è di difficile reperimento e nel 75,8% dei casi la causa è la mancanza di candidati. Un paradosso che si intreccia con l’aumento del costo del lavoro e con la difficoltà di rendere il settore attrattivo. Accanto al trasporto merci, cresce anche la logistica artigiana che conta 250 imprese (+90 dal 2020 al primo trimestre 2025) e mostra un tasso di sviluppo del +56,3% nello stesso periodo. Un segnale chiaro di trasformazione del sistema, spinto dall’e-commerce, dalla riorganizzazione delle catene di fornitura e dalla domanda di servizi sempre più flessibili e tempestivi.  

“Il trasporto merci resta un pilastro dell’economia regionale: oltre l’80% delle merci in Veneto viaggia su gomma e il settore garantisce la continuità delle filiere produttive e dell’export, ma - avverte Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato imprese Veneto  - la sua sostenibilità economica non può essere data per scontata. Le imprese sono chiamate a investire in sostenibilità, sicurezza e innovazione – continua Boschetto – ma lo devono fare dentro un labirinto normativo che rallenta le decisioni, aumenta i costi e riduce i margini. Non siamo di fronte a un declino del trasporto merci artigiano – aggiunge Boschetto - ma ad una sua trasformazione: meno imprese numericamente, ma più strutturate e con più dipendenti, tuttavia, senza infrastrutture adeguate e politiche mirate sul lavoro, questo equilibrio rischia di spezzarsi. A tutto questo si aggiunge la sfida ambientale. La transizione verso trasporti più sostenibili è necessaria, ma richiede investimenti elevati e tempi lunghi”.

Le imprese artigiane del trasporto merci restano prevalentemente micro-realtà, con l’82% costituito da ditte individuali, ma i dati occupazionali raccontano una storia diversa. Secondo Veneto Lavoro, negli ultimi dieci anni il saldo occupazionale del settore – differenza tra assunzioni e cessazioni – è sempre stato positivo, indicando una domanda di lavoro costante e strutturale.

A confermare questo processo di evoluzione sono anche i dati forniti dall’Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto (EBAV): a fronte di un aumento del 5% delle imprese aderenti in 11 anni, si registra un incremento del 41,9% dei dipendenti iscritti. Un divario che segnala un rafforzamento organizzativo delle imprese, oggi più strutturate e con maggiore capacità occupazionale.

Ma, come sottolinea la CGIA di Mestre, il settore sconta criticità strutturali che rischiano di frenare questa evoluzione. “Molte infrastrutture viarie, ferroviarie e logistiche risalgono al secolo scorso e non sono più adeguate agli attuali volumi di traffico – rileva Michele Varotto, Presidente Federazione Trasporto di Confartigianato Imprese Veneto – l’utilizzo intenso, unito alla manutenzione necessaria, ma costante, delle strade, genera rallentamenti, interruzioni e costi aggiuntivi per le imprese. A queste difficoltà si sommano margini economici ridotti, una concorrenza molto forte – spesso proveniente dall’Est Europa – l’aumento dei costi tra pedaggi e carburante. Un contesto che spinge molte imprese a rinviare investimenti strategici in mezzi più moderni, digitalizzazione e organizzazione”.