UNESCO PREMIA LA CUCINA ITALIANA: IL CONTRIBUTO DEL VENETO VALE L'11% DELLE TIPICITA'
Cucina italiana patrimonio UNESCO: il Veneto porta in dote 36 eccellenze certificate e una filiera artigiana da oltre 28mila addetti
Il Veneto si presenta all’appuntamento con il riconoscimento UNESCO della cucina italiana con un biglietto da visita di tutto rispetto: 36 prodotti alimentari certificati dall’Unione Europea – 18 DOP, 18 IGP e 4 STG – e 412 prodotti agroalimentari tradizionali, un patrimonio che racconta secoli di saperi e una filiera produttiva tra le più strutturate del Paese.
Confartigianato Imprese Veneto accoglie la notizia come “un traguardo storico”. “Per la prima volta al mondo viene riconosciuta un’intera tradizione culinaria nazionale - sottolinea Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto - le nostre imprese – panificatori, pastai, pasticceri, caseari, molitori, produttori agroalimentari – custodiscono saperi antichi e allo stesso tempo innovano processi, prodotti e servizi. Sono loro a garantire la ricchezza gastronomica delle piccole comunità, occorre sostenere le imprese, tutelare i prodotti, investire nella promozione della cultura gastronomica italiana”.
Un patrimonio che nel Veneto trova una delle sue espressioni più ricche: dai grandi formaggi – Asiago, Grana Padano, Montasio, Piave, Monte Veronese – alle produzioni simbolo come Sopressa Vicentina DOP e Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP, fino ai radicchi, ai risi del Delta del Po e alle eccellenze delle aree montane. Complessivamente, la regione rappresenta l’11% delle tipicità nazionali, posizionandosi stabilmente tra le prime tre in Italia per numero di certificazioni.
Il quadro nazionale conferma la forza della filiera: Confartigianato censisce 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali, sostenuti da 64.365 imprese e 249mila addetti all’interno di un più ampio sistema di 204.789 aziende del settore.
Nel Veneto, il comparto artigiano dell’alimentazione mantiene un ruolo chiave: 6.100 imprese, oltre 28mila addetti e una struttura produttiva ancora fortemente radicata nel modello diffuso. Il 71,7% è costituito da ditte individuali, seguite da società di persone (16,1%) e società di capitale (12,1%). Una rete capillare che dà forma alla quotidianità alimentare dei territori.
Sul fronte economico, il marchio Italia continua a correre. Nel 2025 l’export di alimentari e bevande ha toccato 60,2 miliardi di euro, massimo storico dal 1995: il 10% di tutto l’export manifatturiero e il 2,7% del PIL nazionale, superando Francia (2,2%) e Germania (2,1%).
Il Veneto contribuisce in maniera decisiva: oltre 9 miliardi di euro esportati negli ultimi 12 mesi, di cui 5,6 miliardi di prodotti alimentari e 3,45 miliardi di bevande, pari all’11,8% delle esportazioni manifatturiere regionali.
“Questo riconoscimento UNESCO avrà ricadute importanti anche sul turismo enogastronomico, ormai una componente strategica dell’economia nazionale e regionale - aggiunge Cristiano Gaggion, Presidente nazionale e regionale della Federazione degli alimentaristi - sempre più viaggiatori scelgono l’Italia per vivere esperienze autentiche legate al cibo e ai territori ma non mancano le ombre: secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, gli operatori segnalano come principali criticità l’aumento dei costi delle materie prime (61%) e la difficoltà nel reperire personale qualificato (39,8%). Seguono la burocrazia (20,5%), il calo della domanda (16,1%) e il difficile equilibrio vita-lavoro (16,1%).
Una sfida che il settore dovrà affrontare – conclude Gaggion - proprio mentre l’UNESCO ricorda al mondo il valore universale della nostra cucina”.