“Era un decreto molto atteso quello attuativo per i crediti di imposta per la Zls, la Zona logistica semplificata di Porto Marghera e Rovigo. 80 milioni rappresentano un plafond importante che potrebbe rilanciare l’economia dei territori interessati grazie ad importanti agevolazioni e nuovi investimenti. Ma ancora una volta i modi e i tempi non sembrano essere confacenti con le esigenze degli imprenditori”.
Soddisfazione dunque ma anche qualche perplessità su tempi e modi è espressa dal presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto che evidenzia come “aspettare mesi le indicazioni attuative delle misure ed ora offrire tempi così ristretti per ottenerli abbia alimentato l’incertezza per gli imprenditori che volevano investire e che hanno la necessità, invece, di programmare le attività nel medio lungo periodo, soprattutto in un periodo in cui c’è una scarsa propensione agli investimenti”.
All’interno del contesto territoriale interessato dalla ZLS Porto di Venezia e Rodigino risiedono più di 8 mila imprese artigiane del manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi che danno lavoro a più di 18 mila addetti. “Su quest’area non manca il presidio della nostra Confederazione che affianca queste imprese con 12 sedi/sportelli territoriali – avverte il presidente Boschetto –. Valutiamo positivamente strumenti e iniziative funzionali a dare slancio alla piattaforma logistica veneta, le ricadute in termini di indotto possono essere interessanti come dimostra l'impiego di queste misure anche in altri territori, a vantaggio delle filiere produttive del nord est. Opportuno secondo noi partire proprio dal patrimonio imprenditoriale esistente: l’obiettivo della ZLS è quello di intervenire con semplificazioni amministrative e agevolazioni economiche sia per le imprese che si insedieranno che per quelle già operative. il nostro suggerimento è di dare supporto prioritariamente a coloro che già operano in quest'area con misure dedicate ad esempio alla riduzione della pressione fiscale e alle nuove assunzioni. Partire dalle aziende che hanno già un tessuto di relazioni con mercati e contesti territoriali può rappresentare un volano e generare spinta anche per nuove iniziative. Ma questo decreto presenta già delle criticità a nostro avviso”.
Secondo Boschetto dare solo due mesi di tempo, dal 12 dicembre 2024 al 30 gennaio 2025 per presentare all’Agenzia delle Entrate le spese già sostenute per le quali usufruire del credito di imposta, senza poi sapere a quanto ammonti l’importo (che sarà definito entro 10 giorni dalla scadenza della presentazione delle domande) “ci sembra poco opportuno, soprattutto per un tessuto produttivo che in queste aree è composto principalmente da piccole e medie imprese poco strutturate”.
Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto inoltre fa notare come siano ammessi investimenti sostenuti tra l’8 maggio 2024 e il 15 novembre 2024. “In buona sostanza per chi vuole investire ora, ci sono due mesi di tempo per predisporre il progetto, realizzarlo e presentare la domanda per le agevolazioni. Ritengo non sia fattibile”.
L’unico modo per rendere questo strumento una reale opportunità, è estendere la pianificazione temporale dei benefici. “Dovremo lavorare ora non solo per affiancare le aziende che riusciranno a sfruttare questo strumento in tempo utile, ma, insieme ai soggetti interessati e la Regione, affinché vengano allungati i tempi per ottenere i benefici previsti per la Zls. Bisogna dare il tempo anche ai Comuni di attrezzare le aree, di creare servizi, di fare marketing territoriale, di trovare nuove aziende, con la certezza però di conoscere i criteri e gli importi per l’ottenimento dei crediti d’imposta. Serve una buona cabina di regia che gestisca la governance e enti locali attivi nell’attirare nuove aziende con sportelli che snelliscano le pratiche”.