DECRETO FISCALE, CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO: "A RISCHIO LA FIDUCIA NEL SISTEMA DEGLI INCENTIVI"

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Boschetto: “Le politiche industriali funzionano se sono credibili e stabili nel tempo”.
DECRETO FISCALE, CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO: "A RISCHIO LA FIDUCIA NEL SISTEMA DEGLI INCENTIVI"

Decreto fiscale, Confartigianato Imprese Veneto: “Colpiti gli investimenti delle imprese sulla Transizione 5.0. A rischio la fiducia nel sistema degli incentivi”

Boschetto: “Le politiche industriali funzionano se sono credibili e stabili nel tempo”.

 

Nel 2025 gli investimenti in macchinari e attrezzature delle micro e piccole imprese sono stimati in 42,7 miliardi di euro, una leva decisiva per sostenere la doppia transizione digitale e green. Tra il 2020 e il 2024 il 24,5% delle imprese ha realizzato investimenti green, puntando su tecnologie e prodotti più efficienti sotto il profilo energetico e ambientale, mentre nel 2025 il 46,3% delle micro e piccole imprese ha adottato piani integrati di investimento nel digitale, in crescita rispetto al 38,4% del 2024.

È in questo contesto che arriva, come una doccia fredda per il sistema produttivo, il Decreto Legge fiscale approvato il 27 marzo dal Consiglio dei Ministri, che ridimensiona in modo significativo gli importi spettanti ai cosiddetti ‘esodati’ della Transizione 5.0.

A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Veneto: “oggi ci troviamo di fronte a un cambio di scenario che rischia di compromettere investimenti già pianificati e, in molti casi, già avviati – denuncia Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto. “La fiducia – prosegue Boschetto – è un fattore economico, non solo reputazionale, quando le regole cambiano a posteriori, il rischio è duplice: da un lato si mettono in difficoltà i bilanci aziendali, dall’altro si rallenta la propensione a investire, proprio nel momento in cui le imprese stanno accelerando sulla doppia transizione”.

Forte preoccupazione anche per le ricadute immediate: “ridurre le risorse a chi ha già fatto investimenti significa incidere direttamente sulla liquidità delle imprese, con effetti a catena su occupazione, filiere e competitività. In un contesto già complesso, servono certezze – conclude Boschetto -  le politiche industriali funzionano se sono credibili e stabili nel tempo, senza questo presupposto, anche le migliori misure rischiano di trasformarsi in una scommessa”.

Di buono vi è da dire che con questo decreto fiscale è stata soppressa la condizione che limitava il beneficio dell’iper-ammortamento ai soli acquisti di beni strumentali prodotti in Europa o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo. Ciò, anche con efficacia retroattiva, a partire dagli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026. Sicuramente una modifica con impatti positivi su scelta dei fornitori e costi conseguenti.