MADE IN ITALY SOTTO PRESSIONE, CONFARTIGIANATO: “PER MOLTI ARTIGIANI PRODURRE OGGI SIGNIFICA LAVORARE IN PERDITA”

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La Giornata Nazionale del Made in Italy impone una riflessione, il Veneto è la terza regione italiana per produzione di ricchezza, realizzando il 9,3% del PIL nazionale.
MADE IN ITALY SOTTO PRESSIONE, CONFARTIGIANATO: “PER MOLTI ARTIGIANI PRODURRE OGGI SIGNIFICA LAVORARE IN PERDITA”

“Se gli artigiani sono il futuro del Made in Italy, chiediamo a questo Paese di garantirlo, quel futuro – afferma senza mezzi termini il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto - la tensione è altissima: ci sono intere filiere sotto pressione e mestieri che rischiano di fermarsi. Con margini azzerati o negativi, in molti casi produrre oggi significa lavorare in perdita”.

Dal vetro alla ceramica, dalla metalmeccanica alla moda, fino all’agroalimentare: l’aumento dei costi energetici e delle materie prime mette a rischio intere filiere: “in queste condizioni, per alcune imprese fermarsi è più sostenibile che produrre”.

Alla vigilia della Giornata Nazionale del Made in Italy, Confartigianato Imprese Veneto lancia l’allarme: il sistema produttivo artigiano è sotto pressione. Il Made in Veneto vale 77,3 miliardi di euro di export (12,6% del totale nazionale) in una regione che contribuisce per il 9,3% al PIL italiano, ma oggi la competitività delle imprese è messa a dura prova da una nuova fiammata dei costi.

Le tensioni geopolitiche internazionali stanno già alimentando una nuova impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime, con effetti immediati sulle imprese. I dati più recenti indicano aumenti fino al +45,6% per il gas, +20% per l’energia elettrica e +18,1% per il gasolio rispetto a febbraio, con rincari in crescita da oltre 45 giorni consecutivi.

Un impatto che colpisce in modo trasversale il tessuto produttivo regionale: vetro, ceramica e lavorazioni energivore, ma anche metalmeccanica, moda (tessile, concia, calzatura), legno-arredo e agroalimentare artigiano, comparti simbolo del Made in Italy veneto e fortemente esposti sia ai costi energetici sia alle dinamiche dei mercati internazionali.

“L’export manifatturiero veneto nei Paesi più esposti alle tensioni globali sta già rallentando – aggiunge Boschetto – in Russia registriamo un calo del 7,5% sul 2024 e del 19,7% sul 2023, mentre anche il mercato cinese segna una contrazione dell’11,5%. In Medio Oriente esportiamo beni per oltre 3 miliardi di euro: un mercato oggi a rischio. Questi aumenti si sommano a costi già elevati e non proporzionati alla capacità contrattuale delle piccole imprese”.

A pesare è un doppio squilibrio: da un lato l’aumento dei costi, dall’altro il rallentamento della domanda. A marzo 2026 la fiducia dei consumatori è scesa di 4,8 punti rispetto a febbraio, il calo più ampio dallo scoppio della guerra in Ucraina.

“Servono interventi immediati e la possibilità di uscire dalla procedura di infrazione – sottolinea Boschetto – misure straordinarie sui costi energetici, meccanismi di compensazione per le PMI e sostegno alla liquidità per evitare effetti a catena su produzione e occupazione”.

Il comparto artigiano conta in Italia oltre 1,3 milioni di imprese; in Veneto sono circa 25.000 quelle del Made in, con oltre 100.000 addetti. Un sistema già fragile, segnato anche da criticità strutturali: un imprenditore su tre ha più di 60 anni e il passaggio generazionale è stato completato solo da un’impresa su dieci.

Nella Giornata del Made in Italy, Confartigianato Imprese Veneto richiama anche l’importanza della recente riforma che tutela l’utilizzo dei termini “artigianato” e “artigianale”, riservandoli esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo. Una misura attesa da anni, che introduce sanzioni fino all’1% del fatturato (con un minimo di 25.000 euro) per contrastare il fenomeno del falso Made in Italy.

“Difendere il Made in Italy – conclude Boschetto – significa difendere una rete produttiva diffusa fatta di piccole imprese, che garantiscono qualità, occupazione e presidio dei territori. Senza interventi urgenti, questo patrimonio rischia di essere compromesso”.