C’è una data che segna un punto di svolta per imprese e consumatori anche nel nostro territorio: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie all’impegno di Confartigianato, i termini “artigianato” e “artigianale” non potranno più essere utilizzati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole.
Anche Confartigianato Polesine accoglie con grande soddisfazione l’entrata in vigore della nuova Legge annuale per le PMI, che introduce una stretta decisiva sull’utilizzo di queste denominazioni. Da oggi, infatti, potranno essere impiegate esclusivamente dalle imprese artigiane regolarmente iscritte all’Albo, con sanzioni fino all’1% del fatturato (e comunque non inferiori a 25.000 euro) per chi ne farà un uso improprio.
Si tratta di una svolta attesa da anni, che colma finalmente una lacuna normativa che ha generato troppa confusione sul mercato, penalizzando le vere imprese artigiane. Il principio è ora chiaro: “artigianato” e “artigianale” non sono più semplici etichette commerciali, ma riconoscimenti legati a requisiti precisi e verificabili.
A livello locale, il plauso arriva anche da Lorenzo Mischiatti di Confartigianato Polesine, unico maestro artigiano del caffè del territorio, che sottolinea l’importanza concreta di questa riforma:
«Sono molto soddisfatto di questo risultato. Troppo spesso l’industria ha utilizzato la parola “artigianale” per vendere prodotti che artigianali non sono. Il caso del caffè è lampante: sugli scaffali troviamo prodotti definiti artigianali che in realtà sono frutto di processi industriali standardizzati. Con questa legge potremo finalmente distinguere chi sa davvero fare il caffè da chi usa solo un nome. Bene così, e grazie a Confartigianato».
Secondo Confartigianato Polesine, la norma rappresenta un passo fondamentale anche per la tutela dei consumatori, che da oggi avranno la certezza che un prodotto definito “artigianale” sia realmente espressione di competenze, esperienza e qualità autentica.
La riforma avrà effetti importanti su settori chiave del Made in Italy – dall’alimentare alla moda, fino all’artigianato artistico e tradizionale – mettendo fine alla concorrenza sleale di chi sfruttava indebitamente il valore e il prestigio dell’artigianato.
Per garantire l’efficacia della norma, il legislatore ha previsto un sistema sanzionatorio severo: ogni violazione comporterà una multa minima di 25.000 euro. Un segnale chiaro: è finita l’era dei “furbetti”, ora vince la vera eccellenza artigiana.