ARTIGIANATO, LA SOSTENIBILITÀ SI FA IMPRESA: IN VENETO CRESCONO I MESTIERI DELLA CURA, DELLA MANUTENZIONE E DELLA RIPARAZIONE
Il saldo delle imprese registrate al 31 dicembre 2025, al netto delle cessazioni d'ufficio, fotografa una trasformazione della domanda: aumentano le attività che si occupano di persone, case, spazi, automobili e beni da riparare e mantenere. Positivo anche il saldo dell'autoriparazione (+40), dei serramentisti (+38), dei riparatori di elettrodomestici (+13), dei sarti e stilisti (+17) e dei calzolai (+6). Confartigianato: «La crescita racconta un'economia che investe sulla cura, sulla manutenzione e sulla durata»
Non tutto l'artigianato si muove nella stessa direzione: mentre alcuni mestieri tradizionali continuano a confrontarsi con una progressiva riduzione delle imprese, altri mostrano una dinamica positiva e raccontano come stanno cambiando i bisogni di famiglie, imprese e comunità. È il caso dei mestieri legati alla cura, alla manutenzione, alla riparazione e alla rigenerazione, che in Veneto registrano saldi positivi nel numero di imprese.
Secondo un'elaborazione dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto sui dati delle imprese registrate al 31 dicembre 2025, al netto delle cessazioni d'ufficio, il risultato più significativo riguarda il comparto del benessere, che registra un saldo positivo di 188 imprese. Crescono anche le imprese artigiane del verde (+151) e quelle delle pulizie (+129), attività che rispondono alla crescente domanda di cura degli spazi privati, aziendali e pubblici.
Segno positivo anche per l'autoriparazione, con un saldo di +40 imprese tra carrozzerie e meccatronici, e per i serramentisti, che registrano +38 imprese. Numeri che indicano una crescente attenzione alla manutenzione e all'efficienza del patrimonio esistente, dagli edifici agli autoveicoli.
La dinamica positiva interessa anche alcuni mestieri della riparazione e della moda. Nel comparto moda, infatti, sarti e stilisti sono l'unica componente a registrare una crescita, con +17 imprese, mentre nei servizi aumentano i riparatori di elettrodomestici (+13) e i calzolai (+6).
«Questi numeri raccontano un pezzo importante della trasformazione dell'economia veneta – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto - qui vediamo una parte importante del futuro dell'artigianato: non soltanto produrre qualcosa di nuovo, ma prendersi cura di ciò che già esiste e farlo durare più a lungo. Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi crescono i mestieri che rispondono a bisogni molto concreti: prendersi cura delle persone, mantenere efficienti le abitazioni, curare il verde, riparare un'automobile o un elettrodomestico, recuperare un capo o una calzatura. Sono attività che intercettano una domanda sempre più orientata alla qualità, alla durata e alla manutenzione».
Il fenomeno assume una particolare rilevanza se letto anche attraverso la lente della sostenibilità.
In Veneto sono 71.495 le imprese impegnate nella protezione e cura del territorio, delle quali 50.025 artigiane, pari al 70% del totale. A queste si aggiungono 7.663 imprese della filiera delle energie rinnovabili, di cui oltre sette su dieci artigiane, e 14.287 imprese dell'economia circolare, settore nel quale l'artigianato rappresenta il 74,5% del totale.
All'interno di questo ecosistema si contano inoltre 3.180 imprese artigiane del verde, circa 2.400 imprese di pulizia, oltre 700 pulitintolavanderie, 270 calzolai e circa 2.250 imprese specializzate nella riparazione di elettrodomestici. Numeri che danno la dimensione di una rete capillare di attività che ogni giorno contribuisce a mantenere in efficienza beni, edifici, spazi e servizi.
Anche l'autoriparazione rappresenta una componente significativa di questa economia della manutenzione. In Veneto la filiera dell'automotive conta 12.536 imprese, oltre la metà delle quali opera nella riparazione e manutenzione dei veicoli.
È qui che vediamo una parte importante del futuro dell'artigianato: non soltanto produrre qualcosa di nuovo, ma prendersi cura di ciò che già esiste e farlo durare più a lungo».
A sostenere questa capacità di trasformazione contribuisce anche la propensione all'innovazione delle micro e piccole imprese: gli investimenti in ricerca e sviluppo sono cresciuti del 39%, a un ritmo superiore a quello delle imprese medio-grandi, che si fermano al 33%.
«Il mese di luglio 2026 è stato il quarto luglio più caldo in Veneto, un dato che conferma come il cambiamento climatico sia ormai una realtà – continua Boschetto –. Secondo un'elaborazione dell'Ufficio Studi di Confartigianato nazionale, il 10% della superficie regionale è esposto a elevata pericolosità da frana, mentre lo 0,7% è interessato da aree a elevata probabilità di allagamento. Numeri che rendono evidente la necessità di investire nella sostenibilità e nella prevenzione. In questa sfida l'artigianato porta un patrimonio di competenze che oggi assume un valore ancora maggiore: l'economia circolare, infatti, viene praticata dagli artigiani da molto prima che questo termine entrasse nel linguaggio comune. Riparare, manutenere, riutilizzare e allungare la vita dei beni sono gesti concreti di sostenibilità e rappresentano una risposta quotidiana alla sfida climatica».