CAREGIVER, ANAP VENETO: «AD AGOSTO IL LAVORO DI CURA NON VA IN VACANZA. IL VENETO PUÒ ESSERE APRIPISTA, MA NON PUÒ ESSERE LASCIATO SOLO»

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Pellizzari: «In Veneto oltre 600 mila caregiver si prendono cura ogni giorno di una persona fragile. Il riconoscimento deve tradursi in servizi e risorse: il caregiver non può sostituire il welfare»
CAREGIVER, ANAP VENETO: «AD AGOSTO IL LAVORO DI CURA NON VA IN VACANZA. IL VENETO PUÒ ESSERE APRIPISTA, MA NON PUÒ ESSERE LASCIATO SOLO»

CAREGIVER, ANAP VENETO: «AD AGOSTO IL LAVORO DI CURA NON VA IN VACANZA. IL VENETO PUÒ ESSERE APRIPISTA, MA NON PUÒ ESSERE LASCIATO SOLO»

Pellizzari: «In Veneto oltre 600 mila caregiver si prendono cura ogni giorno di una persona fragile. Il riconoscimento deve tradursi in servizi e risorse: il caregiver non può sostituire il welfare»

Ad agosto gran parte del Paese si ferma, il lavoro di cura dei caregiver familiari, invece, non va in vacanza. Nei mesi estivi molti servizi vengono ridotti o sospesi e le possibilità di supporto diminuiscono, aumentando il carico sulle famiglie.

«I caregiver familiari vengono lasciati sempre più soli – denuncia Severino Pellizzari, presidente di ANAP Confartigianato Persone Veneto –. l’estate rende ancora più evidente una fragilità che esiste tutto l’anno: un anziano non autosufficiente riceve in media appena 16 ore di assistenza domiciliare l’anno, contro le 150 garantite mediamente in Danimarca».

A rendere ancora più evidente la dimensione della sfida sono i numeri regionali: in Veneto si stimano oltre 328 mila anziani over 65 non autosufficienti, assistiti in gran parte all’interno del nucleo familiare, e oltre 600 mila caregiver familiari che ogni giorno si prendono cura di una persona cara in condizioni di fragilità o non autosufficienza.

Un lavoro di cura che ricade soprattutto sulle donne: oltre il 60% dei caregiver è di sesso femminile. Secondo le analisi disponibili a livello regionale, l’attività di cura riguarda quasi 4 adulti su 10; tra i lavoratori attivi, più di uno su tre si occupa di un familiare, mentre la quota sale a uno pensionato su due.

Anap Confartigianato Veneto ricorda come  la pressione sul sistema regionale sia destinata ad aumentare, i dati sono quelli resi noti nel corso dell’ultimo convegno regionale: il Veneto conta circa 4,85 milioni di abitanti, con un indice di vecchiaia del 203%; entro il 2050 gli over 65 supereranno il 34% della popolazione regionale, mentre crescerà significativamente anche la fascia degli over 80.

Se sul fronte regionale, intanto, il Veneto ha avviato un percorso importante per riconoscere, valorizzare e sostenere la figura del caregiver familiare nel sistema sociale e sanitario, per il Presidente Pellizzari «questo percorso deve arrivare rapidamente al traguardo, il Veneto può essere apripista nel riconoscimento del caregiver, ma servono tempi certi e soprattutto risorse adeguate».

Per ANAP Confartigianato Persone Veneto, però, il Veneto non può essere lasciato solo, la non autosufficienza è una grande questione nazionale e richiede un impegno coordinato tra Stato e Regioni, con risorse certe e strutturali.

In questa direzione si inseriscono le proposte del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, promosso da 61 organizzazioni della società civile, che propone per il 2027 un primo investimento di 1.047,8 milioni di euro, all’interno di un percorso triennale, per rafforzare i servizi e ridurre le diseguaglianze territoriali.

«La riforma della non autosufficienza non si realizza solo con nuove norme, ma finanziando adeguatamente chi quei servizi li eroga ogni giorno – afferma Pellizzari –. RSA, assistenza domiciliare e servizi sociosanitari sostengono costi molto più elevati rispetto al passato. Se le risorse rimangono ferme, si riducono i servizi oppure si scaricano i costi sulle famiglie. Per questo chiediamo che la Legge di Bilancio 2027 preveda un adeguamento delle tariffe e dei finanziamenti ai reali costi di gestione».

Anche il lavoro domestico mostra quanto sia urgente intervenire: dal 2021 colf e badanti regolarmente registrati sono diminuiti di 173 mila unità; oltre un quarto degli addetti ha almeno 60 anni e appena l’1,6% meno di 25 anni.

«La Legge di Bilancio 2027 deve essere il momento della svolta – conclude Pellizzari –. Servono più assistenza domiciliare, una rete residenziale adeguata e un sostegno concreto alle famiglie. Il Veneto può fare da apripista, ma ha bisogno di un quadro nazionale che lo sostenga. Il caregiver è fondamentale, ma non può diventare il sostituto del welfare.»