BUROCRAZIA, FRENO PER IL 74% DELLE IMPRESE. CONFARTIGIANATO VENETO: “IL VENETO PUO’ DIVENTARE REGIONE PILOTA”

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Confartigianato Imprese Veneto al tavolo per la sburocratizzazione: “Modulistica unica regionale, front-office digitali unificati, nomenclatura omogenea dei procedimenti, tempi certi e digitalizzazione estesa: così il Veneto può diventare regione pilota”
BUROCRAZIA, FRENO PER IL 74% DELLE IMPRESE. CONFARTIGIANATO VENETO: “IL VENETO PUO’ DIVENTARE REGIONE PILOTA”

BUROCRAZIA, FRENO PER IL 74% DELLE IMPRESE. CONFARTIGIANATO VENETO: “IL VENETO PUO’ DIVENTARE REGIONE PILOTA”

Confartigianato Imprese Veneto al tavolo per la sburocratizzazione: “Modulistica unica regionale, front-office digitali unificati, nomenclatura omogenea dei procedimenti, tempi certi e digitalizzazione estesa: così il Veneto può diventare regione pilota”

 

Nel prossimo triennio l’economia italiana è attesa su un sentiero di bassa crescita, frenata anche dall’inefficienza della spesa pubblica e dalla scarsa qualità dei servizi amministrativi. Un fattore che incide direttamente sulla competitività delle imprese, in particolare di micro e piccole dimensioni. È il quadro tracciato da Confartigianato Imprese Veneto nel documento elaborato per  il Tavolo regionale per la sburocratizzazione convocato in mattinata dall’assessore Massimo Bitonci.

I dati evidenziano un forte ritardo del nostro Paese: solo il 48,3% dei cittadini italiani si dichiara soddisfatto dei servizi amministrativi, contro una media OCSE del 65,7%. A fronte di una spesa pubblica primaria elevata, la qualità dei servizi resta bassa: appena il 34% dei cittadini esprime un giudizio positivo, dato che colloca l’Italia al penultimo posto in Unione europea.

Secondo l’Indice Europeo della Qualità di Governo dell’Università di Göteborg – l’unica misura comparabile a livello regionale in UE – la maggior parte delle Regioni italiane si colloca nella seconda metà della classifica: il Veneto è al 130° posto su 210 regioni europee.

Le criticità si riflettono direttamente sulle aziende: nel 2025 il 74% delle imprese considera la complessità delle procedure amministrative un grave ostacolo, mentre il 79% segnala l’instabilità normativa come problema rilevante. Il quadro è aggravato da un’eccessiva produzione legislativa: oltre 120 mila atti normativi vigenti negli ultimi cento anni, pari a una media di tre provvedimenti al giorno.Sul fronte digitale, nel 2024 solo il 41,9% dei cittadini ha utilizzato i servizi di e-government, contro una media UE più elevata. In Veneto la percentuale sale al 49,8%, ma resta insufficiente per sostenere un reale processo di semplificazione.

Per Confartigianato Imprese Veneto la sburocratizzazione non significa deregolare, ma semplificare in modo intelligente. Qui un elenco di proposte elaborate nel documento:

 - digitalizzazione estesa e interoperabile, con banche dati che dialogano tra loro, trasmissione diretta delle istanze ed eliminazione delle richieste ripetute di documenti;
 - standardizzazione regionale dei procedimenti, con modulistica unica, front-office digitali uniformi e tempi certi; nomenclatura omogenea dei procedimenti
 - razionalizzazione delle competenze, riducendo il numero di enti coinvolti e individuando un unico referente per procedimento
 - proporzionalità degli oneri in funzione del rischio e della dimensione dell’impresa
 

“Per Confartigianato Veneto è centrale l’applicazione concreta del principio europeo del “Once Only”: una sola istanza, una sola piattaforma, una risposta definitiva e controlli concentrati, senza duplicazioni – spiega il Presidente Roberto Boschetto -  i tempi per l’impresa sono fondamentali”. Confartigianato chiede inoltre di rafforzare il SUAP come unico punto di accesso effettivo per le imprese, superando le attuali disomogeneità territoriali attraverso la standardizzazione regionale di procedure, modulistica e tempistiche. Il Veneto ha l’opportunità di diventare regione pilota di una Pubblica Amministrazione più snella, efficiente e digitale – conclude Boschetto - Confartigianato Imprese Veneto conferma la piena disponibilità a collaborare con la Regione per tradurre queste linee guida in misure operative concrete e rapidamente attuabili e rilancia l’opportunità di un Consiglio regionale dell’economia, una sorta di Cnel della Regione Veneto, così come indicato nel Position Paper presentato ai candidati alle elezioni regionali del Veneto.