IMBALLAGGI. DAL 12 AGOSTO NUOVE REGOLE UE: COINVOLTE ANCHE LE IMPRESE ARTIGIANE VENETE, RISCHIO NUOVI COSTI

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Confartigianato Imprese Veneto: «Obiettivi condivisibili, faremo un webinar per chiarire esattamente cosa cambia, ci auguriamo che la norma non si traduca in un aggravio burocratico per le micro e piccole imprese». Gaggion (Alimentazione): «Packaging semp
IMBALLAGGI. DAL 12 AGOSTO NUOVE REGOLE UE: COINVOLTE ANCHE LE IMPRESE ARTIGIANE VENETE, RISCHIO NUOVI COSTI

IMBALLAGGI. DAL 12 AGOSTO NUOVE REGOLE UE: COINVOLTE ANCHE LE IMPRESE ARTIGIANE VENETE, RISCHIO NUOVI COSTI

Confartigianato Imprese Veneto: «Obiettivi condivisibili, faremo un webinar per chiarire esattamente cosa cambia, ci auguriamo che la norma non si traduca in un aggravio burocratico per le micro e piccole imprese». Gaggion (Alimentazione): «Packaging sempre più decisivo per sicurezza, qualità e competitività dei prodotti, sarà importante la verifica della conformità dei materiali acquistati e la disponibilità della documentazione da parte dei fornitori».

 

Dal prossimo 12 agosto cambiano le regole europee sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. L’entrata in applicazione delle prime disposizioni del nuovo Regolamento europeo PPWR apre una fase di adeguamento che interesserà anche una parte consistente del sistema artigiano veneto.

Sono oltre 40 mila le imprese artigiane che operano nei comparti potenzialmente interessati dalla nuova disciplina. Si tratta, tra gli altri, di imprese alimentari, del legno-arredo, della moda, della cosmetica, della meccanica e di numerose altre attività manifatturiere. La platea delle imprese effettivamente chiamate ai diversi adempimenti sarà tuttavia articolata e dipenderà dalla tipologia di imballaggio, dalle modalità di vendita e dal ruolo ricoperto dall'impresa nella filiera. Il nuovo quadro riguarda, tra gli altri casi, gli imballaggi utilizzati per prodotti destinati alla vendita sul mercato nazionale, quelli autoprodotti, gli imballaggi collegati alle esportazioni e quelli utilizzati nelle vendite a distanza verso altri Paesi dell'Unione europea. Per la vendita diretta sono previste fattispecie differenti in funzione del mercato di destinazione.

Per le imprese artigiane la novità si traduce innanzitutto nella necessità di prestare maggiore attenzione alla conformità degli imballaggi, alla documentazione tecnica e alle dichiarazioni richieste. Un aggravio che rischia di pesare soprattutto sulle microimprese, spesso prive di strutture amministrative dedicate.

« E’ opportuno che ogni impresa, in base alle sue dimensioni e al mercato di riferimento, si informi per individuare il proprio posizionamento nella filiera – avvisa Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto -  in modo che abbia chiaro se deve occuparsi direttamente delle dichiarazioni di conformità. Non è un’operazione semplice in un tessuto produttivo variegato e parcellizzato come quello veneto, dove le filiere possono essere molto diverse. Auspichiamo che da parte di tutti ci sia la volontà di applicare il regolamento nel modo corretto, nel rispetto dei ruoli tra fornitore e produttore, senza strumentalizzazioni. Come Confartigianato  abbiamo  organizzato un webinar destinato alle imprese per dare tutte le informazioni sul nuovo regolamento, quello che ci auguriamo è che la sostenibilità non diventi sinonimo di nuova burocrazia».

l regolamento prevede specifiche semplificazioni per le microimprese (meno di 10 addetti), in particolare, quando il titolare del marchio è una microimpresa e il fornitore dell'imballaggio ha sede nello stesso Stato membro, è il fornitore dell'imballaggio ad assumere il ruolo di fabbricante ai fini degli obblighi di conformità e dichiarazione. Un esempio, il piccolo birrificio italiano non deve assumersi l'obbligo della dichiarazione: è il vetraio italiano a essere considerato fabbricante. Per le microimprese il tema resta quello di riuscire a orientarsi ma sarà fondamentale che i rapporti tra imprese e fornitori siano chiari e che la documentazione necessaria sia facilmente disponibile.

 

Dal 12 agosto scattano inoltre specifici limiti alla presenza di PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Il Regolamento UE 2025/40 ne vieta l'immissione sul mercato quando le concentrazioni raggiungono o superano le soglie stabilite dalla normativa.

«Per il settore alimentare il packaging non è semplicemente una confezione – sottolinea Cristiano Gaggion, presidente della federazione Alimentazione di Confartigianato Imprese Veneto – è parte integrante della sicurezza del prodotto  della sua conservazione e della qualità con cui arriva al consumatore. Per le imprese alimentari il tema dei PFAS rende ancora più evidente quanto sia importante avere una filiera dei materiali trasparente e affidabile. La piccola impresa deve poter ricevere dal proprio fornitore garanzie e documentazione sulla conformità dell'imballaggio, senza doversi fare carico di controlli e oneri tecnici sproporzionati rispetto alle proprie dimensioni. Ci saranno sicuramente delle ripercussioni soprattutto per le più strutturate che vendono anche all'estero, ricordo che l’export dell’alimentare veneto tra cibo e bevande vale 9,3 miliardi di euro».

Un capitolo specifico riguarda inoltre le imprese che utilizzano il commercio elettronico. Le vendite a distanza, in particolare quelle rivolte ad altri Paesi dell'Unione europea, rientrano tra gli ambiti nei quali il nuovo quadro regolamentare assume particolare rilevanza. Per le imprese artigiane che vendono online questo significa prestare maggiore attenzione anche alla quantità e alla tipologia di imballaggio utilizzato per le spedizioni, riducendo ove possibile confezioni sovradimensionate e materiale non necessario.